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Spunta l'ipotesi atlantica! Perche questo cambio di rotta?

I modelli per il momento ripongono nel cassetto la possibilità di risvolti invernali decisi sul nostro paese. Le nuove uscite modellistiche, dopo una fase di transizione, ieri propendono ora per un cambiamento in arrivo da occidente. In questo frangente non ci sarebbe neve in pianura, ma arriverebbero finalmente le prime nevicate anche nei rilievi esposti a meridione.

In primo piano - 18 Gennaio 2012, ore 16.25

Siamo in una fase di grande incertezza modellistica. I run degli ultimi giorni hanno proposto scenari molto differenti da una emissione all’altra, con conseguente notevole difficoltà del previsore nel tracciare una linea di tendenza affidabile.

Con gli aggiornamenti di oggi ritorna l’ipotesi “sfondamento atlantico da ovest”. Pare infatti che il recidivo anticiclone che per mesi è rimasto saldamente ancorato all’Europa occidentale, possa finalmente ritirarsi in oceano. Un'ondulazione del getto nel comparto canadese, prevista per il fine settimana, potrebbe favorire una imponente discesa di aria fredda dal comparto groenlandese diretto verso sud.

La massa d’aria fredda in seno al lato discendente del getto, andrebbe a costruire una saccatura con annesso sistema frontale attorno al 25 del mese. Il sistema frontale ad esso associato porterebbe con se un guasto del tempo per gran parte del paese entro fine mese, con risvolti successivi tutti da valutare. Si tratta solo di congetture, l’unica cosa certa al momento è la progressiva attenuazione dell’alta pressione atlantica dall’Europa.

Una evoluzione di questo tipo trova un maggiore accordo riguardo quello che è il comportamento del tempo durante una stagione invernale dominata da un vortice polare forte. Seppur in progressiva attenuazione nel mese di gennaio, le correnti occidentali sul medio atlantico sono ancora troppo forti per consentire la formazione di blocking anticiclonici in sede atlantica.
 
Il riscaldamento stratosferico (stratwarming) menzionato i giorni scorsi è avvenuto nel corso di questo mese. Conseguenza di questo, uno splittamento del vortice polare in due lobi andati a collocarsi in posizioni sfavorevoli. Tutto questo non ha determinato una sostanziale modifica del pattern in sede europea.

Una parte del vortice polare è andato ad interessare il continente asiatico, le zone siberiane, creando un inverno freddo e dinamico in località come il Giappone. La seconda ben più importante massa di gelo è andata a piazzarsi nel settore canadese.

Un accumulo di aria fredda in quei settori crea i presupposti per un inverno temperato sul nostro continente. In questa situazione risulta particolarmente vivace l’attività ciclonica nel comparto nord atlantico e groenlandese. Il motivo di questa forte e costante attività è da ricercarsi nell’eccesso di freddo che continua ad essere liberato dalla zona canadese.

Intensi flussi di aria fredda nei settori alto atlantici sono spesso sintomo di anticiclone nel medio e basso atlantico, flusso di correnti oceaniche temperate nella media Europa, con scarsità di freddo. Quando, come quest’anno l’elevazione anticiclonica risulta un poco più ad ovest, la corrente a getto distorce i fronti in prossimità dell’Europa centrale ed orientale. Questo predispone il nostro paese ad occasionali fugaci fasi fredde associate ad episodi favonici, mentre possibilità più concrete di inverno sono relegate alla sola Europa dell’est, penisola scandinava, Russia.

Autore : William Demasi

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