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Spiccata differenza previsionale tra modello americano e modello inglese: ecco tutti i dettagli

Pur prevedendo ambo i modelli, scenari atmosferici caratterizzati da temperature SOPRA LA MEDIA del periodo, esistono ancora notevoli differenze per quanto riguarda l'intensità dell'anticiclone previsto persistere sul bacino del Mediterraneo la prossima settimana. Vi raccontiamo quelle che sono le tendenze atmosferiche previste dal modello americano GFS e dal modello inglese ECMWF riferite alla prossima settimana.

In primo piano - 18 Ottobre 2013, ore 11.30

La differenza che senza dubbio caratterizza le emissioni dei due principali modelli di previsione atmosferica europea, risiede quest'oggi nell'intensità raggiunta dall'anticiclone mediterraneo nel corso della prossima settimana. Esistono differenze abbastanza evidenti anche per quanto riguarda la posizione assunta dall'alta pressione.

Il prestigioso centro di calcolo europeo (ECMWF) prevede infatti una resistenza anticiclonica che sul bacino del Mediterraneo risulterebbe più tenace rispetto a quanto previsto attualmente dai colleghi d'oltreoceano. Così facendo, le maglie dell'anticiclone riuscirebbero a coinvolgere più direttamente anche le regioni settentrionali, scongiurando l'arrivo di precipitazioni più organizzate.

Il modello americano GFS sposa una tesi che prevederebbe tempo più perturbato soprattutto al nord. In questo caso la posizione dell'anticiclone risulterebbe assai più defilata sull'Europa e sul Mediterraneo orientali, a tal punto che le regioni settentrionali italiane verrebbero raggiunte con maggiore facilità dalle correnti più instabili ed assai umide di estrazione atlantica. 

Volgendo lo sguardo su distanze temporali più lunghe (sul finire della prossima settimana) i modelli tendono tuttavia a convergere su una soluzione comune che prevede la graduale trasmigrazione delle vorticità dal settore scandinavo a quello groenlandese. La conseguenza più immediata comporterebbe un aumento dell'attività ciclonica sul comparto canadese e lungo i settori nord-atlantici. In questo contesto il bacino del Mediterraneo continuerebbe a subire l'influenza quasi totalitaria delle masse d'aria provenienti da ovest.

Le temperature resterebbero così attestate su valori piuttosto tiepidi, scongiurando il raffreddamento dell'Europa continentale, tenendo ben lontano dal nostro Paese gli anticipi d'inverno che hanno caratterizzato la stagione passata. 

 


Autore : William Demasi

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