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Speculazioni sul clima, ora anche le assicurazioni ci marciano

Per ora sono state le compagnie americane ad aver preso al balzo il martellante allarmismo nei confronti degli eventi atmosferici. Il clima cambia? Ebbene anche le polizze aumentano.

In primo piano - 28 Dicembre 2009, ore 11.33

L'equazione clima più caldo, uragani più violenti non fa una grinza, almeno per le compagnie assicurative americane. Ma c'è da giurarci che anche quelle nostrane tra non molto, vista anche la recente ricorrenza di nubifragi, troveranno il modo per ritoccare al rialzo le polizze riguardanti le calamità naturali (spesso in verità escluse dagli indennizzi). Tutto è partito dalla messa a punto di un particolare modello matematico che elabora dati e variabili riferite anche ai cambiamenti climatici e che stila previsioni a medio termine della possibile incidenza degli eventi catastrofici quali uragani, inondazioni o tornado. Il modello ha individuato le aree più a rischio e stilato una lista delle località nere, per la maggior parte situate lungo la costa orientale degli Stati Uniti. In queste zone i premi assicurativi relativi a beni mobili e immobili sono dunque più che raddoppiati. Naturalmente le compagnie assicurative hanno colto la palla al balzo e in molti casi sono stati messi in atto veri e propri abusi ai danni di famiglie che, già subissate dal grave problema del caro-mutui, non è più in grado di sostenere le cifre richieste. Morale, i settori indicati quali zone a rischio, si stanno velocemente spopolando. Caso eclatante riportato sul Wall Street Journal quello di una infermiera di Cape Cod, località sita nel Massachusset e classificata zona ad alto rischio. Nonostante dal lontano 1991 non si siano più verificati uragani, le polizze hanno subìto un'impennata insostenibile costringendo la malcapitata a vendere forzatamente la propria casa. Sul suo triste esempio anche numerosi abitanti della zona sono stati costretti a porre in atto l'estremo rimedio. Una frenata al grande sistema arriva proprio da colei che ha messo a punto tale modello, ossia tale Karen Clark. L'economista americana afferma che gli esiti dei modelli vanno utilizzati solo quando offrono risposte certe e inequivocabili e non qualora si basino solo su dati aleatori o statistici, ivi compreso il dubbio impatto dei cambiamenti climatici, tutt'altro che verificato, provato e dimostrato.

Autore : Luca Angelini

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