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SPECIALE: perturbazioni atlantiche addio? Mediterraneo con tempo "fai da te"? L'opinione di Lorenzo Catania

L'opionione dei nostri esperti: qui Lorenzo Catania.

In primo piano - 3 Maggio 2006, ore 12.00

E' evidente il cambio di circolazione atmosferica generale che si è potuto riscontrare negli ultimi anni in Europa. Difatti tutti sappiamo che fino ai primi anni '90 nelle stagioni intermedie ed in quella invernale mediamente prevaleva il flusso zonale, con le umide e miti correnti dall'Atlantico che si alternavano con frequenza a qualche massa fredda di origine artica portando con regolarità vento e piogge su tutta l'Italia. Adesso invece prevalgono gli scambi meridiani, ovvero profonde saccature che si allungano dall'Artico fino ad affondare ai Tropici, provocando di risopsta la risalita di aria mite fin verso il Polo, portando talvolta a quelle famose situazioni di blocco anticiclonico che generano prolungate situazioni di maltempo su zone ristrette o di contro, tempo secco per settimane o addiritutra mesi in altre aree. Dove sta la differenza sostanziale? Innanzitutto nella diversa intensità dei contrasti fra masse d'aria nei due flussi: da una parte con il flusso zonale si avrebbero piogge perlopiù moderate, mentre con gli scambi meridiani anche violenti temporali o tempeste. Altra differenza importante sta nella distribuzione delle piogge, con perturbazioni estese in caso di venti oceanici e piccole gocce fredde o fronti di limitata estensione con le saccature artiche. Il motivo di questo cambiamento negli ultimi anni? E' veramente difficile dare un'opinione univoca e condivisibile, ma penso che il ruolo del Nino e della Nina sia secondario. Quello che voglio dire è che questi fenomeni sono sempre esistiti e presentano pure una certa ciclicità; possono influenzare in qualche modo anche il tempo sull'Europa, ma con effetti limitati nel tempo (qualche settimana); il vero cambiamento della circolazione lo si riscontra negli anni, e senza una gradualità palpabile, ma con una svolta improvvisa. Ed allora bisogna andare a guardare altri indici, altri aspetti della Natura. Possiamo ad esempio indagare la Corrente del Golfo, che effettivamente da qualche anno presenta grosse anomalie nel tratto più vicino all'Artico, sul Mare di Norvegia, dove pare ristagnare tanta acqua calda, incapace di affondare nelle profondità degli abissi oceanici come imporrebbe la sua natura. Questo comportamento può magari imporre una maggiore quantità di vapore acqueo a disposizione delle perturbazioni in transito sull'Artico, e quindi una maggiore frequenza delle nevicate ad alte latitudini, oppure una temperatura dell'aria mediamente più alta e quindi di riflesso anche una maggiore predisposizione alla formazione di blocchi anticiclonici grazie alla costante presenza di geopotenziali anomalamente alti in zona. Ma anche questa ipotesi avrebbe bisogno di essere suffragata da dati, esperimenti e ricerche, fattori che al momento mancano; rimane comunque uno degli aspetti che rientrano nelle possibilità più concrete. Ci sarebbero anche tanti altri accadimenti da analizzare, come la diminuzione della copertura nevosa in Siberia e quindi la mancanza di anticicloni pellicolari nella stagione fredda nell'Asia Continentale, ma ... siamo sicuri che questo sia un effetto del cambiamento di circolazione e non una delle possibili cause? La Terra d'altra parte è rotonda (o quasi), e quello che succede in un punto qualsiasi prima o poi si rifletterà su tutto il resto dell'atmosfera interessata dai fenomeni meteorologici. Credo cioé nella Teoria del Caos, ed a tutte le sue conseguenze. Basta pensare ad una cosa per convincersene almeno in parte, ovvero al fatto che atmosfera ed oceani sono in diretto contatto, si scambiano continuamente energia, la immagazzinano, la trasformano in altre forme di energia (calore, onde sonore, luce), la dissipano ... e nel contempo la Terra continua a girare, a redistribuire le masse d'aria con l'aiuto della Forza di Coriolis, il Sole continua a scaldare quando l'uno quando l'altro Emisfero, il calore si redistribuisce, si dissipa, si trasforma, e così via ... anche a causa dell'uomo, che fa parte dell'ambiente. E questo succede in ogni piccola porzione di oceano e di atmosfera; se pensiamo che tutto quello che succede in questa porzione va moltiplicato per miliardi e miliardi di volte, beh ... si può intuire che non riusciremo mai a comandare la Natura con qualche formula matematica, magari anche complicata. E tutto questo cosa c'entra? Innanzitutto, tornando a bomba, per capire in profondità il recente cambiamento di circolazione avremmo bisogno di dati rilevati in centinaia e centinaia di anni, e soprattutto di dati rilevati su una rete capillare di stazioni meteorologiche distribuite sia sulla terraferma che sugli oceani ed i mari, condizione che almeno al momento manca. Non possiamo quindi che continuare ad andare avanti per tentativi ed ipotesi più o meno grossolane, che magari hanno riscontri in alcune situazioni mentre sono del tutto fallaci in altre. Stiamo forse vivendo una normale fase di un ciclo che magari fra qualche anno ci riporterà al nostro caro flusso zonale? Forse, ma chissà. Non si sono avuti riscontri recenti che avvalorino questa ipotesi ... ... ipotesi, ipotesi ed altre ipotesi, potremmo continuare a lungo, ma si rimane nel campo delle opinioni.

Autore : Lorenzo Catania

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