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SPECIALE: perturbazioni atlantiche addio? Mediterraneo con tempo "fai da te"? L'opinione di Alessio Grosso

L'opinione dei nostri esperti: qui Alessio Grosso.

In primo piano - 30 Agosto 2006, ore 09.58

Preoccupati per una situazione che si trascina ormai da diversi anni, stamane abbiamo deciso di far sentire la voce della redazione. ALESSIO GROSSO (previsore responsabile) Il fatto che il numero di perturbazioni in transito sul Mediterraneo sia vistosamente diminuito è un dato di fatto: eccone i motivi. -il flusso zonale atlantico, cioè il treno di fronti che transita da ovest verso est sull'Europa, si è ridotto, si presenta per periodi limitati e interessa le latitudini più settentrionali. -c'è una figura anticiclonica, quella africana, che si è spinta di alcuni gradi più a nord, congiuntamente alla linea di convergenza intertropicale. Lì le cause sono ricondotte o paiono ricondursi al riscaldamento globale con episodi più forti di Nino. -Qualora non bastasse, anche con la Nina si assiste ad una sorta di potenziamento del ciclone d'Islanda, ad una corrente a getto più tesa alle latitudini mittle-europee e paradossalmente ad una protezione più forte offerta allo Stivale dall'alta pressione. -Se finisse qui sprofonderemmo in un deserto, in realtà rimangono gli scambi di calore, quella che si chiama meridiniazzazione delle correnti e che assicura una certa piovosità al nostro Paese. -C'è però da notare una diminuzione delle ciclogenesi liguri e di quelle sul Golfo del Leone, che assicuravano piogge anche nelle zone più chiuse del nostro territorio. Con le correnti settentrionali ad esempio gran parte del nord non riceve pioggia. -Le ciclogenesi tendono a formarsi in modo preferenziale sull'Adriatico e sullo Jonio. Una diversa collocazione delle zone di alte pressioni ha offerto anche sulle isole e sul Tirreno diversi momenti piovosi con corpi nuvolosi sfrangiati ma efficaci che entrano da ovest. -C'è stato persino un momento in cui le depressioni in autunno sembravano essere aumentate di numero, qualcuno aveva pensato ad un potenziamento del ciclone semipermanente d'Islanda per un surplus di energia, teoria che sembra ora naufragata di fronte ad autunni sempre meno generosi in termini di piogge. -Ora ci si chiede se questa irregolarità, ammesso e concesso che lo sia, continuerà o torneremo ad un abbassamento del flusso zonale atlantico. Stante la situazione personalmente resto pessimista, il regimo pluviometrico sta cambiando e certamente cambierà ancora ma magari non nel verso che intendiamo noi. Non esistono prove che accordino credibilità alle leggi di compensazione in natura, la Terra non è la madre buona che dice: "oh poverini, qui è piovuto poco, facciamo piovere", che dovrebbe dire la gente che muore di sete in diverse regioni del mondo allora...

Autore : Alessio Grosso

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