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Speciale NEVE: ecco dove la ritroveremo tra mercoledì sera e venerdì mattina

Vi forniamo il dettaglio più probabile delle precipitazioni attese nelle prossime ore alla luce degli ultimi aggiornamenti.

In primo piano - 10 Febbraio 2010, ore 11.42

Sarà una perturbazione a doppia lama, un'occlusione per essere precisi, quella che abbraccerà l'intero nostro Paese da qui a venerdì: doppia lama perchè due saranno i minimi di pressione e due i corpi nuvolosi che vi si accompagneranno e che introdurranno in successione l'aria fredda prelevata dall'Artico. Il target dei fenomeni nevosi associati a tale situazione è previsto concentrarsi in particolare tra la sera di mercoledì e le prime ore di venerdì. L'occlusione originaria, quella "sbocciata" nella sera di martedì sulle nostre regioni meridionali, si porterà nella sera di oggi, mercoledì 10, sulle nostre regioni centro-settentrionali, dando il via alle danze. NORD: un primo giro di nevicate è atteso dunque nella serata di MERCOLEDI su Romagna (mentre scriviamo in Emilia le nevicate sono già in atto) e Triveneto, con graduale estensione del fenomeno in nottata anche alla Lombardia, ai crinali dell'Appenino Ligure (soprattutto sul versante padano ma anche alla testata delle vallate più interne tra il Genovesato e il Levante) e al basso Piemonte. Il fenomeno sarà probabile fino in pianura Padana, magari misto a pioggia nelle fasi iniziali sui fondovalle prealpini e sulla pianura lombarda, ma più diffuso nella notte e per l'intera giornata di giovedì, con estensione del fenomeno a tutti i settori del nord, ivi compresi anche alcuni tratti della costa ligure centrale. VENERDI mattina ulteriori deboli e residue spruzzate fino in pianura, in particolare sull'Emilia Romagna, sui fondovalle delle Alpi centro-orientali e sulla fascia prealpina occidentale piemontese, ma con fenomeni in progressivo esaurimento. CENTRO-SUD: MERCOLEDI pomeriggio lo stesso ramo perturbato in azione al nord provvederà ad aspergere con precipitazioni piuttosto estese anche Toscana, Umbria, Marche ed entroterra laziale. Qui il limite delle nevicate calerà progressivamente con il passare delle ore e alla fine della giornata andrà a sfiorare le coste del Pesarese, guadagnando poi ulteriori chilometri in nottata verso quelle anconetane. Fiocchi nella stessa serata anche al di là dell'Appennino, con la Toscana che verrà imbiancata qua e là fin verso i 200-300 metri, l'Umbria e il Reatino che la seguiranno a ruota intorno a 300-400. Piogge intermittenti sotto gli 800-900 metri sui restanti settori dell'Appennino centro-meridionale e sulle Isole Maggiori. GIOVEDI mattina il primo minimo trasla sul medio Adriatico e contemporaneamente il blocco artico ne scava un altro sul golfo Ligure, quindi qualche decina di chilometri più a nord di quanto prospettato inizialmente (era previsto nei pressi della Corsica). Subito un secondo corpo nuvoloso prenderà vita e calcerà in avanti (verso est) la vecchia occlusione prendendone il posto e facendo perno sul nuovo centro depressionario. Da qui scaturirà una nuova passata di nevicate, con calo del limite a causa della miscelazione artica della sopraggiunta massa d'aria. Nel pomeriggio di GIOVEDI calo dei fiocchi fin verso i 300-400 metri sull'entroterra sardo (con accumuli anche importanti in montagna, specie sui versanti occidentali dell'Isola), poi trasferimento degli stessi verso le regioni tirreniche peninsulari. Qui la nuova posizione del minimo in oggetto, modificherà leggermente l'impianto termico, cosi chè la neve tra la sera di GIOVEDI e la notte su VENERDI, cadrà (piuttosto copiosa) oltre i 400-600 metri sulla Campania (possibile qualche fiocco svolazzante anche sui quartieri più alti di Napoli), oltre i 600-800 sulla Calabria, sul Potentino sui e monti settentrionali siculi. Salendo verso nord ritrovereno la nostra neve sul Lazio fin verso i 300-400 metri, con fiocchi che scenderanno a intermittenza nella notte su VENERDI anche sulla Capitale. Nevicate più intermittenti fin verso i 200-300 metri su entroterra toscano, marchigiano e in Umbria. Nella mattinata di VENERDI alcuni fenomeni riusciranno a sconfinare anche sulle regioni del medio-basso Adriatico e sul resto della Basilicata. Le quote neve però si attesteranno tra 500 e 700 metri a causa della maggior rotazione del vento dai quadranti sud-occidentali e con aria complessivamente meno rigida. Nuova probabile imbiancata per il Gargano. A seguire, il lento indebolimento del sistema perturbato porterà sull'Italia a condizioni di generale variabilità, con fenomeni sparsi ancora possibili, ma anche con le prime schiarite che si faranno avanti testimoniando che il grosso sarà ormai alle spalle.

Autore : Luca Angelini

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