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SPECIALE: la questione ambientale e turistica in Alto Adige, ecco perchè qui la casa dei sogni costa così tanto

La tutela del paesaggio e il contenimento della popolazione stanziale.

In primo piano - 29 Gennaio 2008, ore 11.29

Chi ama la montagna avrà senz'altro ipotizzato di poter vivere almeno una volta nella vita l'esperienza della baita o del maso. Trascorrere un periodo in una casa di legno in mezzo alla natura, agli animali e ai monti è un'esperienza straordinaria, talmente bella che si vorrebbe poi sapere quanto costerebbe possedere una simile abitazione. A conti fatti, si capisce che si tratta quasi per tutti i comuni mortali di un'utopia e allora si punta all'appartamento. Mentre risulta facile acquistare un appartamento nelle valli bergamasche a un prezzo sicuramente avvicinabile, si scopre presto che mettere radici in Valle d'Aosta, Trentino ed Alto Adige è assai più difficile a livello economico per l'alto valore delle abitazioni, che arrivano a costare addirittura molto di più rispetto a quelli che si trovano in una grande città come Roma o Milano. In questo speciale analizzeremo la realtà dell'Alto Adige, all'autore ben conosciuta. Innanzitutto la questione ambientale: tutti si chiedono come mai lungo l'autostrada del Brennero, visto l'impressionante volume di traffico che l'attraversa, non sia stata realizzata la terza corsia. E qui subito si chiamano in causa gli ambientalisti e gli abitanti stessi di questi luoghi che sanno bene che il turismo è importante ma non vogliono essere soffocati dal traffico, nè essere soffocati dai forestieri. Se la seconda motivazione è legittima, costoro non si rendono però conto che la congestione del traffico veicolare porta ad un tale tasso di inquinamento che sarebbe molto più producente passare alla terza corsia per snellirlo, spostare il traffico su rotaia infatti è praticamente impossibile per i veicoli privati. I problemi peggiorano in Val Pusteria, dove si procede su un'unica strada abbastanza stretta ad una corsia, senza avere mai la possibilità di poter superare e con tempi di percorrenza lunghissimi. Qui il mancato sacrificio di pochi ettari di bosco reca in realtà un inquinamento ancora maggiore alla valle. Eppure il verde estivo di questi luoghi non ha eguali in tutta Italia. Per questo gli autoctoni se lo tengono stretto e le aree edificabili in zona si contano veramente sulle dita di una mano. L'urbanistica infatti prevede che la maggioranza di cubatura edificabile sia destinata al mercato locale e quella libera è in misura molto ridotta; nelle zone AD ESPANSIONE la cubatura agevolata è del 55-60%, quella convenzionata vi incide per un altro 25%, mentre la rimanente è circa del 15-18% sul totale edificabile. Anche per le rimanenti zone la cubatura per residenti è ormai dell'80 per cento, quella per i turisti limitata al 20% con conseguente impennata dei prezzi. Molti turisti vedono anche nel maso chiuso dismesso un affare. Un affare che invece non esiste perchè il maso non può essere frazionato per cui estromettere qualcosa dal maso stesso è impossibile. Il vantaggio di tale normativa è ovviamente volta alla tutela ambientale, almeno qui non si vede il degrado a cui si assiste in altre zone del Paese. Se volete comunque affrontare la spesa sappiate che si parte dal milione di Euro e dovrete affrontare alti costi fiscali. E se la compro USATA la casa? Il mercato dell'usato è merce rara, il turista che acquista una casa qui difficilmente la rivende e nemmeno la riaffitta. Se vende lo fa solo per comprare un appartamento più grande. La cosa bella è che il prezzo aumenta costantemente e l'immobile acquistato difficilmente si svaluta, la domanda è sempre maggiore dell'offerta e a breve si trova sempre qualcuno a cui vendere. Il fatto che vi sia promisquità urbanistica con residenze composte da autoctoni e turisti assicura che la casa venga vissuta e tenuta in ordine sempre, senza che i paesi si trasformino in villaggi fantasma, durante i periodi morti dell'anno, e questo è senz'altro positivo. Ormai oltretutto si costruisce secondo le direttive provinciali di risparmio energetico, case di generazione CLIMA A, B, C, per cui i costruttori sono obbligati a costruire bene. E veniamo infine ai prezzi: (non vi spaventate) Valle Aurina: media di 2.800 Euro a mq, con Campo Tures sui 3.800. Val Pusteria: si parte dai 3000 della bassa sino ai 5000 della zona di San Candido e Sesto. Riscone (l'Inter va qui in ritiro) e la valle Anterselva si fermano a 3300 Euro. La Val Badia: Marebbe 7.000, Corvara, La Villa e la Val Gardena insiema a Cortina hanno prezzi inavvicinabili (15.000 Euro) perchè qui conta molto l'effetto VIP (purtroppo) Però, se ce la fate, avete acquistato un tesoro.

Autore : Alessio Grosso

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