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Speciale 3-4 febbraio: NEVE al nord o al centro? Le contronalisi...

E' tutta una questione di minimi pressori al suolo.

In primo piano - 29 Gennaio 2015, ore 10.58

D'estate basta la quota: se c'è una curvatura ciclonica delle correnti anche blanda ed entra aria fresca alle quote superiori, si può pensare che stia per transitare un impulso temporalesco, in inverno è più importante il suolo, cioè l'area in cui si formano depressioni, ciclogenesi, vortici insomma. Sono loro a richiamare l'umidità, loro a costruire la nuvolosità bassa foriera di fenomeni anche importanti.

E dove andrà a collocarsi allora il vortice di martedì 3 febbraio? Correrà follemente verso il centro-sud portando solo un po' di neve a quote collinari su Toscana, Umbria, Lazio e poi Marche ed Abruzzo, lasciando a secco o quasi il nord, oppure "galleggerà" più a nord andando ad incagliarsi sul Golfo Ligure?

A quel punto la neve potrebbe cadere abbondante sul nord-ovest, parte dell'Emilia e la fascia prealpina del Triveneto. E se invece la soluzione fosse intermedia? Il dilemma non ci lascerà in pace sino a 12 ore prima dell'evento, perchè per quanto se ne possa discutere ed argomentare, sino a poche ore prima dell'evento il modello non potrà mai riuscire a farci sapere dove si collocherà con assoluta precisione il nostro mulinello depressionario.

Certo, più ci avvicineremo all'evento più si potrà arrivare un quadro un po' più preciso, ma mai definitivo finchè non ci sarà il landfall, cioè l'impatto del vortice con il Mediterraneo.

I problemi sono noti: con una corrente a getto ancora troppo tesa, a causa del disturbo dell'alta pressione presente ad ovest, pensare ad una frenata brusca delle correnti per agevolare la genesi di una complessa struttura depressionaria ci sembra francamente poco probabile.

Naturalmente non mancano scenari perturbatori di tutti i tipi se scaviamo nel modello GEFS, il gemello dell'americano GFS, ma noi siamo scienza e non fantascienza.

Ci limiteremo allora a postare uno di quei perturbatori a beneficio del grande pubblico, mentre poi troverete qui a fianco le soluzioni mediate sia del modello americano che di quello canadese, che optano per una soluzione nevosa al nord, infine potrete osservare quello europeo, che invece pensa che la depressione, come sarebbe razionale pensare, corresse velocemente verso il centro-sud, come peraltro già accadrà durante l'arco del prossimo fine settimana.

Riassumendo MeteoLive concede la seguente attendibilità alle tre soluzioni illustrate:
1
minimo alto con neve su parte del nord, specie ovest, Liguria e pianure  (possibilità 30%)
2 minimo medio-basso con neve su aree ristrette del nord e tanta neve in Appennino a quote basse al centro (possibilità: 40%)
3 altre soluzioni:
a minimo molto basso con neve su parte del centro e al sud sino in collina (possibilità 10%)
b minimo molto alto con neve su gran parte del nord e soprattutto sulle Alpi (possibilità 10%)
c fallimento del minimo e sostanziale variabilità con pochi fenomeni (10%)


Autore : Alessio Grosso

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