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SORGENTI: "rivalutiamo il carbone". La verità sulle emissioni: ecco cosa non ci hanno detto...e i dati che non vogliono mettere a disposizione

Indagine condotta dal team del Prof. Sorgenti presso la S.S.C. (Stazione Sperimentale per i Combustibili - S.Donato Mil.se) sull'impatto ambientale dei combustibili fossili.

In primo piano - 4 Luglio 2007, ore 11.21

L'indagine ha investigato nel dettaglio il periodo pre-Kyoto (70-90) con l'obiettivo di approfondire alcuni aspetti sui costi di Kyoto. Rispetto alla situazione ambientale ed energetica del 1990 l'Italia non sembrerebbe penalizzata, tuttavia nei 20 anni pre-Kyoto ha maturato un credito carbonico non riconosciuto pari a circa 50 tonnellate pro-capite, quantità che, monetizzata, sulla base di una quotazione della CO2 di 20Euro/tonnellata, ammonta per l'Italia in toto sui 20 anni a 50000 milioni di Euro! Applicando un criterio di proporzionalità tra la quota di riduzione prevista per l'Europa (8%), e i principali indicatori energetico ambientali del 1990, si ricava che rispetto alle quote BSA, alcuni Paesi membri sarebbero: PRIVILEGIATI: Spagna, Francia, Olanda, potrebbero infatti emettere più di quanto spetterebbe loro sulla base dello scenario economico-ambientale del 1990. PENALIZZATI: Germania e Regno Unito, potrebbero infatti emettere meno di quanto spetterebbe loro sulla base dello stesso scenario. IN LINEA: Italia, la quoa di emissione BSA sarebbe in ragionevole accordo con quello scenario. Se analizziamo gli scenari Pre-Kyoto, 1970-1990, tutto però si ribalta. L'Italia diventa elemento chiave. Già il nostro Paese partiva da valori più bassi di intensità energetica finale del PIL e di intensità carbonica rispetto ai Paesi Membri, ebbene si nota che in questi anni ha registrato un'ulteriore flessione, consistente e documentabile. Per ben 20 anni abbiamo emesso dal 30 al 40 per cento in meno rispetto alla media dell'UE15; ciò corrisponde a 50 tonnellate di CO2 pro-capite inferiori al dato medio UE15, più del doppio del credito maturato dalla Francia. Tale quantità corrisponde ad un credito carbonico maturato da ogni cittadino di circa 1000 euro pro capite. Per l'Italia, in toto sui 20 anni, si tratterebbe di 50000 milioni di Euro. Dal punto di vista ambientale lo sconto di riduzione delle emissioni di 0.3 tonnellate pro-capite è risibile rispetto alle 50 tonnellate pro capite non emesse da ogni cittadino italiano nel periodo pre-Kyoto. In definitiva il BSA ha di fatto sancito dei privilegi enormi per altre nazioni, non tenendo conto delle differenze consistenti e dei progressi pre-Kyoto compiuti dall'Italia. Chiedere dunque una revisione a livello europeo "delle condizioni a contorno" fissate dal BSA significa esigere che venga rispettato il principio di equità che sta alla base della convenzione sui cambiamenti climatici. Si coglie l'occasione per proporre i dati relativi allo studio a suo tempo sviluppato dalla S.S.C. (Stazione Sperimentale per i Combustibili - S.Donato Mil.se), per la fase "pre-combustione", in merito al "Ciclo di Vita" della CO2 dai combustibili fossili (carbone e gas) utilizzati per la produzione di E.E.. I dati relativi a tale fase (pre-combustione) non sono sostanzialmente considerati nelle statistiche sulle emissioni di CO2 globali, pubblicate dai più autorevoli Istituti mondiali che si occupano anche di questa tematica (quali il D.O.E./USA e la I.E.A./Parigi). Come si noterà dall'esame del succitato studio, nonostante i dati relativi alla fase pre-combustione siano ancora "riduttivi e chiaramente sottostimati", quando si sommino le emissioni post-combustione (che tutti enfatizzano) a quelle pre-combustione (dovute alla fase di estrazione, prima lavorazione a bocca di giacimento e trasporto a destino), la situazione cambia in modo significativo. Quanto succitato è un tema poco conosciuto, anche dai molti studiosi che si occupano dei famosi G.H.G. e degli ipotizzati effetti, attribuiti alla CO2, dei cambiamenti climatici e di particolare rilievo per il ns. sistema Paese, tenuto conto dell'assurdo ed asimmetrico "Mix Energetico" Italiano e del costo dell' E.E. in Italia, che influisce in maniera notevole sul livello di competitività dell'economia nazionale rispetto ai maggiori Paesi industrializzati, d'Europa e del Mondo. E' quindi opportuno stimolare un'opportuna riflessione in merito che possa aiutare ad una valutazione più obiettiva e razionale di questa tanto speculata materia, consentendo un'opportuna rivalutazione nel nostro Paese della fonte CARBONE, il primo combustibile utilizzato per la produzione di E.E. nel Mondo!

Autore : Dott.Rinaldo Sorgenti, adattamento Alessio Grosso

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