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Sole in stand-by, Nina superstar e Groenlandia mite: ecco il tripolo che costruirà il nostro inverno

Le due anomalie oceaniche, opposte sia come evento che come collocazione, si giocano il ruolo di pilotare i flussi occidentali e le ondulazioni planetarie. Il Sole da parte sua ci metterà il silenzioso ma determinante zampino. Le conseguenze di questo scambio di favori diventerano con tutta probabilità le protagoniste della prossima stagione invernale sul comparto euro-mediterraneo.

In primo piano - 7 Ottobre 2010, ore 08.51

Mappa che rappresenta le attuali anomalie delle temperature superficiali degli oceani Pacifico e Atlantico. 

Oceani in 3D... non si tratta in questo caso dell'ultimo successo degli impareggiabili Aldo, Giovanni e Giacomo, bensi lo studio che stiamo portando avanti da giorni in redazione, per cercare di comprendere le dinamiche atmosferiche della stagione in corso e di quella che verrà.

Cosa c'è da capire guardando una semplice mappa delle temperature oceaniche e quella della loro anomalie? Beh praticamente tutto. Ricordiamo che gli oceani sono un immenso serbatoio di energia, una spia dell'andamento climatico planetario che può tradurre e anticipare i segnali dell'atmosfera, solitamente più sfuggenti e aleatori.

Di notevole importanza è inoltre l'azione di botta e risposta, di "coupling" come si dice usando un altisonante termine tecnico, tra oceani e atmosfera. Un continuo scambio di favori, un passarsi l'energia per trovare da una parte e dall'altra quello stato di equilibrio, di quiete che in realtà mai verrà raggiunto.

Ma intanto i venti corrono nel cielo, le correnti scivolano nel mare e disegnano, ognuno a modo suo, quello che il tempo è e quello che il tempo sarà. A noi spetta l'arduo ma affascinante compito di decifrare questi segnali, di decriptare questi codici per giungere ad una soluzione approssimata, ma comunque la migliore scientificamente possibile.

Basta un solo sguardo sulla mappa delle anomalie oceaniche per aver già un quadro chiaro del pattern, ovvero della configurazione attualmente presente. Primo fra tutti un settore ENSO che sfoggia una Nina in pieno vigore. Le acque del Pacifico equatoriale sono decisamente più fredde della norma e tendono a raffreddare anche quelle del settore settentrionale fino ad accarezzare il nord America (Pacific Decadal Oscillation).

Le ripercussioni in loco sono già evidenti, con la classica fase asciutta sull'Ecuador e sul Perù ma, dopo aver dialogato con l'atmosfera, iniziano a farsi sentire, anche dal lato atlantico. Il nostro oceano mostra di aver smaltito gli ultimi bollori anni '90-00. Il settore centrale, identificato dagli addetti ai lavori come "tripolo" mostra anomalie complessivamente negative, mentre di grande importanza appare la situazione ai bordi della Groenlandia.

Qui la deplezione della banchisa glaciale e la messa a nudo delle acque oceaniche ha disegnato una forte anomalia positiva, tale da bilanciare quella negativa sfoggiata dalla Nina. E proprio tra questo dipolo anomalo che si giocheranno le carte dell'inverno, ma non è tutto.

Altre forzanti apparentemente secondarie ma in realtà indispensabili fungeranno da vettori, ossia veicoleranno le conseguenze di tali anomalie pilotandole sul tempo di casa nostra. Ebbene in particolare preme far notare che la persistenza di venti stratosferici equatoriali orientali in condizioni di Sole sotto tono (come è attualmente) favoriscono uno scambio piuttosto marcato di ozono stratosferico tra le varie latitudini. La traccia nei bassi strati si rimarca con la posa in essere di scambi meridiani piuttosto pronunciati.

Ne deriva che le onde planetarie in ambito invernale potranno improvvisamente impennarsi originando imponenti irruzioni di aria fredda polare verso le medie latitudini. Si, ma dove finirà quell'aria fredda? Solitamente il percorso più semplice è quello che ruota in senso antiorario attorno alle anomalie oceaniche fredde. Facile dunque che la banda degli anticicloni possa incagliarsi nei pressi della Groenlandia e il vortice polare finire invece verso il Mediterraneo.

Detto in altri termini, viste anche le condizioni del Mare Nostrum, attualmente un po' più fresco della norma nel suo settore centro-occidentale, potremmo ipotizzare un inverno dai connotati sicuramente interessanti, un inverno che farà l'inverno insomma. E di questi tempi scusate se è poco. 


Autore : Luca Angelini

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