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Snow day: immagina la tua città bloccata dalla neve, scuole e uffici chiusi...

Un film che, pur lacunoso nella sceneggiatura e superficiale, va ben aldilà del semplice intrattenimento per bambini.

In primo piano - 22 Ottobre 2008, ore 09.52

Bisogna essere sinceri. Chris Koch ha sprecato una grande occasione con una sceneggiatura mediocre e personaggi di modesto spessore ma l'ambientazione, tre trovate geniali, alcuni passaggi in cui rivive la magia dell'infanzia, prevalgono su tematiche già affrontate e valgono la recensione e la visione del film. La colonna sonora è invero altrettanto modesta e i dialoghi spesso sono improbabili, siamo lontani insomma da "mamma, ho perso l'aereo". Così ritroviamo la solita madre in carriera, che trascura i figli comprandoli con i regali e riscoprendoli solo al contatto con la neve, e la debole storiella d'amore tra adolescenti, con tanto di bulletto cattivo ad inserirsi tra la bella Claire e l'impacciato Hal. La vera novità però sta nella sorellina del nostro imbranato protagonista: un maschiaccio alla Scout de "il buio oltre la siepe" innamorata della neve e capobanda del quartiere. Un amore che la porta a conservarne una scorta in freezer di anno in anno e a lanciarla contro il preside della scuola che la odia tanto, ad osservare barometri e termometri in modo ossessivo, nella speranza che i fiocchi possano finalmente scendere dal cielo. Tutti i bambini di Syracuse aspettano infatti lo "snow day" come la festa scolastica per eccellenza, ma non per chiudersi in camera a giocare con la play station, ma per una fantastica giornata passata a divertirsi in mezzo alla coltre bianca. Non può mancare il padre meteorologo di sani principi, che vorrebbe fare cultura meteorologica, ma perde la gara degli ascolti con uno pseudocollega che alla televisione concorrente fa le previsioni con uno stile giudicato "più originale" dal pubblico. Anche la meteo seria va a farsi benedire in nome dell'audience; papà però si rifarà prevedendo la nevicata più inattesa dell'anno, "in uno di quegli inverni strampalati in cui la neve sembra non arrivare mai". Notevole poi la trovata dell'uomo spazza-neve, il nemico numero uno dei bambini, il materialista per eccellenza, che cancella quanto di soave, quasi soprannaturale, era riuscito a produrre la natura. E' lui che va combattuto con tutte le forze per continuare a sognare e così i bambini "risporcano", (brutta parola davvero per la neve, abusata oggigiorno), le strade che lui aveva "pulito". Risultato: uno snow day bis. Ma il vero capolavoro si vede alla fine del film quando vai ad ascoltare le interviste ai protagonisti. Da loro traspare tutta la gioia di aver girato un film di neve, di aver vissuto quel sogno di infanzia che spesso si era infranto, li senti parlare con un entusiasmo che contagia e ti chiedi: "ma in Italia questa mentalità esiste?". Abbiamo perso la voglia di sognare? Ricordatevi che esistono cose molto più magiche in natura della magia spinta all'estremo del caro Harry Potter, raccontiamolo ai nostri figli, la magia di un albero che butta le foglioline a primavera, di una brezza improvvisa sul lago tranquillo, dell'acqua che bagna la tettoia durante un temporale inatteso e di un fiocco di neve, come ci viene mostrato all'inizio di snow day. Una riflessione si impone...

Autore : Alessio Grosso

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