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SICCITA'? Ecco come superarla (ma ai politici non interessa...)

Cosa fare per combatterla?

In primo piano - 17 Agosto 2017, ore 08.48

La siccità è stata il tema dominante dell’estate. Gli agricoltori piemontesi dicono di aver scoperto un sistema (l’irrigazione a goccia) impiegato nel mondo civile da oltre cinquant’anni; altri geni innovatori, stavolta in Puglia, si accorgono che è possibile usare per l’irrigazione, fatti i necessari controlli, l’acqua reflua dei depuratori (fattispecie già normata oltre dieci anni fa e in uso in molti paesi);

Improvvisamente ci si accorge che invasi dalla capacità di miliardi di metri cubi d’acqua sono da anni privi di collegamento con gli schemi idrici esistenti, e quindi assolutamente inutili; che, della non molta disponibile, una gran quantità d’acqua (circa il 40% del totale) va dal tubo al campo alle nuvole in un ciclo dal quale non viene prodotto alcun effetto sul coltivato.

È utile, anche se non sufficiente, tutto quello che viene fatto; ma occorre che, mentre si implementano metodi di coltivazione più efficienti, venga aumentata in modo consistente la quantità d’acqua disponibile. Sappiamo come si fa, altri lo stanno facendo e noi stessi in passato l’abbiamo – anche se su scala sperimentale – fatto.

In effetti la tecnica per la stimolazione della pioggia mediante inseminazione delle nuvole – di questo sto parlando – è prassi costante in molti Paesi (Israele ed USA in primis) e produce effetti estremamente soddisfacenti; e giunge ora la notizia che la Cina ha deciso di stanziare 168 milioni di dollari in un programma destinato a produrre un incremento di precipitazioni del 10% su 960.000 chilometri quadrati di territorio siccitoso del nord ovest della Cina nei prossimi tre anni.

Qualcuno potrà osservare: solo 168 milioni di dollari? Cosa si può ottenere con un investimento così piccolo, che non ci si costruirebbe neanche una diga piccolissima? Credo che in Italia il problema sia proprio questo: il basso costo. In effetti, chiunque abbia consuetudine con la P.A., specie quella locale, sa che le iniziative a basso costo, anche se garantiscono ottimi risultati, difficilmente vengono adottate: esse non garantiscono agli operatori sufficienti margini di potere e di fringe benefits, se vogliamo chiamare così le utilità coperte degli amministratori.

Ed in effetti, quando il ministero dell’ambiente mise a disposizione una decina di milioni di euro per ognuna delle regioni interessate al fenomeno della siccità, tutte salvo una risposero di non essere interessate all’iniziativa, e di volere piuttosto qualche centinaio di milioni per costruire un acquedotto.

E pensare che l’iniziativa di prova assunta in Puglia dal Ministero dell’Agricoltura negli anni ’80-’90 del secolo scorso aveva evidenziato, applicando un rigoroso metodo scientifico di certificazione, un incremento di precipitazioni, a seguito dell’inseminazione, vicino al 40%. Al costo incredibilmente basso di 3 lire per metro cubo d’acqua ottenuto.

Non voglio, in questa sede, entrare nella tecnica di intervento, ma sono disponibile a fornire precisazioni a chi sia interessato. In tutto questo, i Ministeri competenti – soprattutto agricoltura e ambiente – pare non siano interessati: non risulta infatti nessuna iniziativa assunta in ordine all’inseminazione artificiale; e pensare che, se all’agricoltura dovrebbe interessare l’acqua necessaria all’irrigazione, l’ambiente dovrebbe preoccuparsi molto di garantire il MDV (minimo deflusso vitale) per assicurare il mantenimento dell’ecosistema nei corsi d’acqua.

Che i ministri – incompetenti per definizione – non organizzino iniziative nella materia accennata è quasi naturale; ma che i direttori generali competenti non si siano attivati appare vergognoso, e conferma che le nomine effettuate ai livelli apicali dell’Amministrazione, specialmente negli ultimi tempi, sono state motivate non da ragioni di competenza o capacità, ma da necessità lottizzatorie e/o clientelari.

L’autunno imminente potrebbe (ma non è automatico NdR) risolvere il problema siccità: sarebbe il momento opportuno, per un’amministrazione responsabile e competente, per assumere iniziative a medio termine: già l’estate 2018 potrebbe vedere avviata gran parte della soluzione il problema.


Autore : Paolo Togni

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