Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

Siccità: la Valle d’Aosta ha sete!

La regione dei ghiacciai perenni è alla prese con il più grave periodo siccitoso da trent'anni almeno a questa parte. Non c'è più pascolo per le mandrie fino a 3000 metri: la Desarpa verrà anticipata di oltre un mese... Scenari drammaticamente pesanti sull'economia della regione...

In primo piano - 21 Luglio 2003, ore 13.49

La Valle d’Aosta sembra giunta alla fine dell’estate: i colori sono quelli di metà settembre, i prati risultano ingialliti, le pozze d’acqua impoverite, i nevai dissolti nel nulla ed i ghiacciai in grande sofferenza a sopravvivere alle quote più alte. Eppure siamo appena entrati nella terza decade di luglio, e la situazione si presenta tale già da un paio di settimane almeno! Eccolo il risultato di due invernate consecutive disgraziate, di una primavera (l’ultima) terribilmente calda e avara di precipitazioni, e di un inizio estate terrificante dal punto di vista termico. Non che ci si aspettassero piogge monsoniche nel mese di luglio a sanare la precaria situazione idrica, ma certo uno zero termico mille metri più in basso avrebbe sicuramente alleviato il grande stress dei ghiacciai, che ora - senza la dovuta protezione offerta dai nevai invernali, completamente sciolti - devono affrontare ancora due mesi (o quasi) di calura. I torrenti sono quasi in secca, da decenni non se ne vedevano alcuni di loro (come il Lys, che pure viene alimentato da ghiacciai perenni) in un simile stato di precaria salute. E dire che ad ottobre ricorrerà il terzo anniversario di quella maledetta alluvione che portò via strade, ferrovie, ponti, raccolti, bestiame e soprattutto vite umane... Tutto ciò sembra non poter essere vero, sembra un vile scherzo della natura! Succede così che in Vallée non piove significativamente da tanto, troppo tempo; ma soprattutto succede che il cocktail tra siccità, gran caldo e mancanza di regolari nevicate nei mesi invernali abbia irrimediabilmente condannato i pascoli delle quote medio-alte. La produzione di carni bovine, prodotti caseari e latticini è definitivamente compromessa. Per la regione, per i pastori, per le piccole e medie imprese dédite all’allevamento e alla produzione di beni alimentari, tutto questo sta assumendo pian piano i contorni di una catastrofe economica. Fontina e toma - giusto per far nomi - sono due noti formaggi valdostani esportati in tutta Italia: le ripercussioni di questa grave siccità ricadranno anche sulla loro qualità. Ma ne andrà anche e soprattutto del latte, delle carni bovine e di tanti altri prodotti che qui in Vallée avevano trovato un’oasi felice per qualità e quantità. Non c’è più pascolo in quota: quest’anno, complici il gran caldo, la mancanza di piogge e la precoce fioritura di giugno, le vacche non hanno più foraggio da mangiare, e la Desarpa verrà anticipata di circa quaranta giorni. Dagli alpeggi le mandrie saranno ricondotte a valle, dove ad aspettarle ci sarà probabilmente l’invernata più magra degli ultimi decenni. Il gran caldo e la siccità della scorsa primavera hanno infatti drasticamente ridotto anche la produzione di fieno, per cui con ogni probabilità non si riuscirà a far fronte alla richiesta di foraggiamento per i bovini fino alla prossima bella stagione, con probabile abbattimento di alcuni capi. E intanto, a valle, chi può cerca di salvare il salvabile: nel Canavese alcuni hanno iniziato a vendemmiare. Le viti infatti stanno morendo...

Autore : Emanuele Latini

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità
Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum