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Si accendono le possibilità di INVERNO nella terza decade di gennaio

Previsto un rallentamento della circolazione di venti occidentali nella terza ed ultima decade di gennaio, potrebbero essere favorite ondulazioni più pronunciate della corrente a getto, con fenomeni di instabilità anche a carattere freddo nell'ultima parte del mese. Facciamo il punto della situazione.

In primo piano - 11 Gennaio 2020, ore 21.30

Il tempo previsto sull'Europa nel corso della prossima settimana, sarà ancora caratterizzato da una elevata differenza di pressione atmosferica esistente tra fascia delle medie e la fascia delle alte latitudini. II Vortice Polare, cioè la grande depressione che durante l'inverno condiziona il tempo atmosferico dell'emisfero settentrionale, continuerà a restare compatto, le masse d'aria fredda faranno fatica a conquistare le medie latitudini, restando confinate oltre il Circolo Polare Artico, senza che riescano a penetrare in maniera efficace verso le medie e le basse latitudini. Ecco perchè in questo mese di gennaio, stanno mancando gli episodi di freddo ed instabilità invernale sia sull'Italia che su gran parte d'Europa.

In queste condizioni è molto difficile riuscire a costruire sistemi frontali organizzati, così come diventa difficile avere episodi di maltempo, anche in chiave invernale. Ne consegue che, almeno per altri 7/10 giorni, sul Mediterraneo così come sul nostro Paese, l'inverno propriamente detto si farà vedere con difficoltà, inversioni termiche saranno ancora possibili sulle conche interne e sulla Valpadana ma le condizioni atmosferiche risulteranno generalmente miti. Scarse saranno le probabilità di precipitazione, ancora più scarse le probabilità di un evento di tipo freddo. Ecco la previsione del modello americano riferita a mercoledì 15 gennaio:

Questa situazione potrebbe cambiare soltanto a partire dalla terza decade di gennaio, quando alcuni modelli ipotizzano un rallentamento della circolazione occidentale che racchiude le masse d'aria fredde del Vortice Polare, questo rallentamento potrebbe favorire con più facilità rispetto alla situazione attuale, lo sviluppo delle cosiddette onde di rossby, cioè le grandi ondulazioni atmosferiche, attraverso le quali possono verificarsi tutti i principali eventi di maltempo nella fascia delle medie latitudini. Possibile evoluzione calcolata dal modello americano per il lungo termine (venerdì 24):


Quindi occhi puntati all'ultima decade del mese per qualche scenario di tempo più dinamico e variabile.

 


Autore : William Demasi

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