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Sempre più probabile una visita del Vortice Polare sull’Europa centrale

Il grande ciclone, la cui sede naturale è il Polo Nord, potrebbe trovare il modo di spingersi verso il Vecchio Continente, agevolato da un robusto ponte di alta pressione fra l'Atlantico e la Groenlandia.

In primo piano - 23 Gennaio 2004, ore 15.01

Stamattina la neve ha toccato città come Venezia e Roma, ed anche alcune isole, come l’Elba, nell’Arcipelago Toscano; comunque la temperatura è rimasta bassa su gran parte delle regioni centro-settentrionali, dove in mattinata i valori termici sono sempre stati al di sotto dei 4-5°C nella maggior parte dei casi. D’altra parte il freddo che adesso interessa la nostra Penisola è stato generato da una discesa di aria artica, che ha investito in pieno i Balcani, toccando poi in un secondo tempo anche le nostre regioni, a partire dalle coste adriatiche; adesso questi venti freddi si stanno lentamente attenuando, dando il via ad un breve periodo di “riflessione”. Cosa vogliamo dire con questo? Che nei prossimi 2 giorni l’aria artica affluita sulla nostra Penisola ristagnerà in vicinanza del suolo, soprattutto grazie alla mancanza di venti intensi; ci attende quindi un fine settimana piuttosto freddo su gran parte dell'Italia. A partire dalla giornata di lunedì ci sarà invece un temporaneo quanto vistoso cambiamento della circolazione, seguito da un’altra violenta sterzata, ma in senso opposto; entriamo allora nel dettaglio, per cercare di capire cosa succederà: come già accennato da diversi giorni, i ripetuti attacchi effettuati negli ultimi tempi dall’anticiclone delle Azzorre verso le latitudini polari, andranno a segno fra domenica e lunedì, generando un robusto ponte di alta pressione fra l’Atlantico centrale e la Groenlandia. Questa manovra favorirà la discesa verso l’Europa del Vortice Polare “in persona”, quel Vortice che ormai da diversi giorni è stato “spezzettato” da un repentino riscaldamento della stratosfera (lo Stratwarming), di cui ci siamo occupati nella prima decade di gennaio. L’irruzione di aria fredda associata a questo vortice non potrà che essere violenta e persistente sulle regioni che verranno colpite, dove probabilmente si scenderà di diversi gradi al di sotto della norma; tutto sta nel riuscire a capire se fra le Regioni interessate dal ciclone ci sarà anche l’Italia. Le ultime elaborazioni dei modelli matematici propendono sempre più verso un coinvolgimento diretto del nord Italia, ma anche di parte delle regioni centrali, specialmente a partire da martedì; durante la sua discesa verso sud il Vortice Polare infatti aggancerà una perturbazione che stava viaggiando tranquillamente da ovest verso est sull’Atlantico centrale, irrobustendola, e permettendole di generare una profonda depressione al suolo fra la Francia ed il Golfo di Biscaglia nella giornata di domenica, per poi spingerla verso sud-est. Pertanto lunedì, subito prima dell’arrivo sulle nostre regioni del corpo nuvoloso appena descritto, si avrà un breve quanto intenso richiamo di correnti in quota miti ed umide da sud-ovest sulle regioni centrali (con nevicate in alta collina ed in montagna verso sera), mentre al nord inizierà a nevicare dopo il tramonto; martedì invece l’aria gelida associata al grande ciclone polare inizierà a puntare più direttamente la Valle del Rodano, zona da cui potrebbe scattare la scintilla per lo sviluppo di un forte quanto freddo ed instabile Maestrale, foriero di rovesci di neve a quote basse anche su Toscana, Umbria, Marche e Lazio. Tuttavia non possiamo addentrarci ulteriormente nei particolari, in quanto rischieremmo di dover riscrivere completamente la previsione; vi consigliamo comunque di seguire tutti i nostri aggiornamenti.

Autore : Lorenzo Catania

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