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Sempre più probabile la svolta invernale in terza decade di gennaio

La seconda metà di gennaio sembrerebbe proprio intenzionata a proporre uno scenario diverso rispetto a quello visto sinora. Il "non inverno" che ha caratterizzato questa prima metà di gennaio, sarebbe sostituito da una graduale migrazione dell'alta pressione dal settore franco-iberico verso l'oceano Atlantico. Da questa importantissima manovra potrebbe prender vita l'inverno europeo.

In primo piano - 14 Gennaio 2015, ore 18.00

Giungono ancora conferme positive dagli ultimissimi aggiornamenti a nostra disposizione, l'atmosfera si prepara ad archiviare (almeno temporaneamente) la fase spiccatamente zonale che ha caratterizzato questa prima metà di gennaio. A seguito della "scodata" invernale verificatasi al meridione nei primissimi giorni del nuovo anno infatti, una brusca accelerazione della corrente a getto occidentale ha convogliato sull'intera Europa delle masse d'aria estremamente miti di origine oceanica. Le masse d'aria più fredde di origine artica o continentale si sono quindi limitate ad interessare i settori orientali del continente, escludendo la mitteleurope ed il comparto franco-iberico, sino a questo momento rimasti sotto l'algida protezione dell'anticiclone delle Azzorre oppure protagoniste di un teso flusso di vento proveniente da ovest.

Evento "apripista" a questa seconda dinamica invernale, una perturbazione che tra venerdì 16 e sabato 17 gennaio, trascinerà aria più fredda dai settori nord-atlantici sin verso le nostre regioni settentrionali italiane. Venerdì 16 sarà la giornata della pioggia, lo Scirocco soffierà attivamente sul nostro Paese, mentre le temperature seguiteranno a mantenersi abbastanza miti, confinando il limite delle nevicate sopra i 1000 metri anche sulle Alpi. Sabato 17 l'aria fredda spingerà dall'arco alpino occidentale in direzione delle regioni settentrionali italiane, determinando un ritocco verso il basso delle temperature, fiocchi di neve sulle Alpi sin verso i 600-800 metri, specie quelle occidentali. Successivo miglioramento con ampie schiarite dalla serata/nottata tra sabato 17 e domenica 18.

Gli accadimenti a livello emisferico, dagli Stati Uniti, sino a casa nostra.

Al di là del nostro orticello di casa, il cambiamento riguarderebbe una scala molto più ampia, estesa all'intera circolazione prevista sull'emisfero settentrionale. Dopo molte settimane, le coste occidentali americane diverranno sede di bassa pressione, andrà interrompendosi il forcing perturbato legato al trabordamento delle masse d'aria gelida canadesi sull'oceano Atlantico settentrionale. "Bolle" d'aria più calda riusciranno quindi a spingersi verso le elevate latitudini dell'oceano Atlantico, avviando un'azione di blocking nei confronti della ventilazione zonale. Un progressivo raffreddamento delle temperature interverrebbe sull'Europa, laddove andrebbe scavandosi una vasta e complessa figura di bassa pressione dai comportamenti e dagli effetti ancora molto incerti.

Se da un lato infatti, tutti i modelli sono più o meno concordi nel prevedere un mutamento della sinottica su larga scala, comprendente i vari step sopra descritti, a livello europeo sussiste ancora molta difficoltà nell'interpretare correttamente gli effetti locali che tale circolazione avrebbe sullo stato del tempo.


Autore : William Demasi

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