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Secondo passaggio perturbato tra venerdì 17 e sabato 18: ecco cosa succederà

Due sistemi frontali, uno interesserà l'Italia a partire dalle prossime ore e per la giornata di domani, martedì 14 gennaio, il secondo più organizzato impegnerà i cieli dello stivale tra le giornate di venerdì 17 e sabato 18. Ecco per voi tutti i dettagli della seconda ondata di maltempo prevista sul finire della settimana.

In primo piano - 13 Gennaio 2014, ore 11.00

Esiste una sostanziale importante differenza tra quelle che sono state le caratteristiche delle perturbazioni accorse sinora lungo lo stivale, e quella che invece sarà la caratteristica del fronte perturbato previsto attraversare il Paese tra venerdì 17 e sabato 17 gennaio. In queste ore stiamo infatti assistendo ad un netto raffreddamento del comparto nord-orientale europeo che andrà ad influenzare la traiettoria degli impulsi perturbati che sopraggiungeranno sul Mediterraneo.

La fase di MALTEMPO attesa sull'Italia sul finire della settimana, sarà infatti determinato da una depressione che percorrerà una traiettoria più meridionale rispetto a quanto avvenuto sinora. Le precedenti perturbazioni sono state infatti caratterizzate da un centro motore dei sistemi perturbati che si è sempre mantenuto ben saldo alla propria roccaforte nord-atlantica. Le azioni più fresche/fredde portate dalla sventagliata atlantica sono state quindi sempre relegate ai settori più settentrionali dell'Europa, avendo scarsi o nulli effetti sul tempo atmosferico sul Mediterraneo che quasi sempre ha avuto a che fare con le azioni più tiepide e miti portate da queste depressioni.

L'arrivo della fase perturbata attesa tra venerdì 17 e sabato 18, deriverà invece da una posizione nettamente più meridionale dell'intera depressione. Tale posizione troverà spiegazione proprio nella presenza di una massa d'aria gelida sull'angolo nord-orientale dell'Europa, in questo frangente le correnti più tiepide in arrivo dall'Atlantico troveranno molta più difficoltà a penetrare su questo settore del continente, ripiegando così su una traiettoria meridionale che andrà a disegnare il tipico pattern dell'atlantico basso.

In conseguenza di questo, sul Mediterraneo ed in particolare sui settori settentrionali dell'Italia, andranno palesandosi con maggior vigore gli effetti portati dal calo del geopotenziale e dal conseguente rovesciamento di aria fredda dai livelli superiori verso i bassi strati portati dalle precipitazioni. L'intera circolazione atmosferica sarà influenzata dalla presenza di aria più fredda alle quote superiori che determinerà quasi certamente un calo della quota neve sotto i 1000 metri lungo tutto l'arco alpino e non solo.

Il momento più perturbato è previsto tra la seconda metà di venerdì 17 all'intera giornata di sabato 18, la successiva attenuazione delle precipitazioni avverrà in modo graduale nel corso di domenica 19 gennaio, lasciando in eredità un tipo di tempo piuttosto freddo sopratutto al nord. La quota neve dovrebbe attestarsi mediamente dai 600 ai 900 metri lungo l'arco alpino ma a livello locale potranno esserci degli sconfinamenti a quota più bassa sul Piemonte occidentale, sul cuneese e sui versanti padani dell'Appennino Ligure di ponente. Su questi settori i fiocchi (comunque bagnati) potrebbero spingersi sino al fondovalle.

La maggiore azione sciroccale confinerà invece la quota neve su livelli più alti nell'Appennino Toscano (1000 - 1200 metri) e su quello Ligure di levante (900 - 1100 metri). Il limite si attesterà mediamente sugli 800 - 1000 metri su Veneto e Friuli con locali sconfinamenti più in basso concentrati però nelle valli interne.

Gli effetti della depressione al centro Italia e sul meridione saranno minori anche se è auspicabile un coinvolgimento più netto di questi settori a partire da domenica 19 gennaio. (tendenza da confermare)

 


Autore : William Demasi

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