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Seconda parte di luglio: ritorno al passato?

Almeno per i prossimi dieci giorni non si vedono sull'Italia vampate africane importanti. La figura stabilizzante delle vecchie estati mediterranee cercherà di imporsi sugli sbuffi roventi del Continente Nero.

In primo piano - 16 Luglio 2012, ore 10.09

Ecco una bella carta, che ricorda le vecchie estati del Mare Nostrum, quando l'Africa alzava la testa solo sporadicamente e tutto era scandito dal braccio orientale dell'alta pressione delle Azzorre.

Il meridione d'Italia si sta liberando  in queste ore del pesante fardello africano, che per oltre una settimana ha trasformato alcune regioni del sud in autentici forni a cielo aperto.

Il rinforzo delle correnti zonali (da ovest verso est) alle alte latitudini e la mancanza ( finalmente) di scambi meridiani hanno svegliato l'amico gentile delle vecchie estati italiane. Caldo sì, ma senza eccessi e spesso condito da una certa ventilazione più o meno forte, cosa che il collega africano proprio non ha.

L'alta pressione delle Azzorre, oltre a determinare temperature "umane", concede di tanto in tanto break temporaleschi che interessano segnatamente il nord. I benefici termici di questi passaggi instabili si fanno sentire però anche al centro-sud, con un rinforzo della ventilazione e qualche fenomeno locale nelle zone interne.

Uno di questi break è atteso al nord tra sabato e domenica prossimi. Tra lunedì e martedì il centro-sud avrà un nuovo ricambio d'aria, prima di una nuova rimonta dell'alta pressione oceanica.

Insomma, l'estate ( o quantomeno la seconda parte del mese di luglio), potrebbe presentare connotati decisamente più gentili sul nostro Paese: caldo nel complesso sopportabile alternato a provvidenziali pause. Ovviamente, questo dipenderà dalla tensione delle correnti atlantiche che scorreranno più a nord. Se la "corda" del getto si mantenesse "tesa", senza ondulare troppo, le risalite bollenti dall'Africa potrebbero essere (almeno per il momento) scongiurate. Vedremo.

 


Autore : Paolo Bonino

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