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Seconda decade di febbraio: torna la dinamicità?

In Europa possibili grandi manovre bariche.

In primo piano - 2 Febbraio 2011, ore 15.17

Il vortice polare compatto, la corrente a getto che fila via tesa portando venti di tempesta sul nord Europa e una bella cerniera anticiclonica in sede mediterranea. Fin qui un film già visto sin troppe volte nella nostra vita durante il periodo invernale, almeno durante gli ultimi 30 anni.

La prima decade di febbraio, come ha scritto Paolo Bonino nella rubrica "la sfera di cristallo" è avviata su questo binario, che ricorda, ma certo non è propriamente sovrapponibile ad un scenario stile anni 90.

Oggi ci sono però fortunatamente elementi per dire che, nella seconda decade di febbraio qualcosa potrebbe radicalmente cambiare. Innanzitutto un temporaneo crollo dell'attività del vortice polare, testimoniato da un indice AO pronto a rientrare nei ranghi per qualche giorno.

Questa frenata, unitamente alla tendenza verso una ridistribuzione barica in sede europa (indice NAO verso la neutralità) potrebbe realizzare uno scenario di freddo severo su Russia e forse su centro Europa, pronto poi a collegarsi con ingerenze atlantiche, coinvolgendo poi anche l'Italia. L'anticiclone fuggirebbe insomma verso la Scandinavia fondendosi con il collega russo, mentre da est un pacchetto di aria gelida si metterebbe in moto in senso retrogrado dalla Russia verso i Balcani, la Polonia e poi la Germania.

Sostanzialmente da noi magari non arriverebbe un gran freddo ma potremmo liberarci dell'alta pressione e della sua aria stagnante, per vivere una fase meteorologica nuovamente dinamica, all'insegna magari anche di qualche nevicata su Alpi ed Appennini e di precipitazioni sparse e un po' di vento un po' per tutti.

Sarebbe già un bel passo avanti rispetto all'elettroencefalogramma piatto offerto dai modelli in questi giorni, come del resto è normale che avvenga qualora si preveda un anticiclone sufficientemente possente e un getto sparato: per la legge della persistenza il modello seguita a disegnare quella situazione all'infinito, finchè davvero il vortice polare non si decide a frenare.

Che probabilità ha lo scenario descritto di trovare conferma nei fatti? Diciamo un 35%, il minimo per poterlo prendere in considerazione. Le alternative sarebbero invece le seguenti:

1 proseguimento dell'attuale fase anticiclonica: 20% diremmo poco probabile

2 variabilità atlantica, senza ingerenze fredde 35% questo scenario è sicuramente probabile almeno quanto quello più turbolento ma è decisamente meno interessante da commentare. Vedrebbe infatti un tipo di tempo ancora piuttosto mite, quantunque con qualche precipitazione.

3 altri scenari 10%, al momento difficilmente inquadrabili.

 


Autore : Alessio Grosso

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