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Scrutiamo gli indici...primavera vicina o lontana?

Se l'arrivo del freddo è stato previsto con eccezionale precisione, così non sarà la sua dipartita. Molti scenari sono ancora aperti e in più la stratosfera potrà ancora metterci l'ultima parola. Ma ormai anche la primavera potrebbe iniziare a farsi avanti con i suoi primi vagiti.

In primo piano - 12 Febbraio 2009, ore 10.38

Dopo la grande prestazione prognostica dimostrata dalle nostre carte in riferimento all'ondata di freddo ormai in pieno svolgimento, ora drastico ribaltone sul prosieguo dell'evento, con ogni linea previsionale che si fa incerta e appesa a un filo. A questo punto la domanda sorge spontanea: fino a quando durerà questo freddo? Per comprendere appieno la natura di questa spallata fredda e capire la sua prossima evoluzione dobbiamo risalire all'origine: la stratosfera. Ebbene secondo gli studi più accreditati in materia, quelli dei fisici Baldwin e Dunkerton, ne avremo ancora per un po'. Cosa significa? Significa che il vortice polare, fonte prima del freddo, sarà ancora parecchio disturbato da quell'evento. Le imponenti conseguenze di questo avenimento si potranno dilungare fino a un massimo di 60 giorni dall'evento stesso, ossia 60 giorni a partire dalla fine di gennaio. Come abbiamo avuto modo di notare anche in virtù delle frequenti condizioni di maltempo, da allora le lingue fredde che si sono dimenate fuoriuscendo dalla trottola artica non hanno mai smesso di allungare i loro tentacoli verso le medie latitudini. E l'Italia si è trovata dapprima lungo il versante mite e piovoso di quest'onda, lungo la quale sono risaliti gli umidi flussi subtropicali, e ora invece dal lato opposto, ossia lungo il gelido ramo artico discendente. L'andamento dell'indice spia del nostro vortice, ossia l'AO (Oscillazione artica) opporrà diversi saliscendi fino alla fine del mese. Ciò significa che tutto l'impianto circolatorio rimarrà ancora scombussolato e senza una precisa direzione di viaggio. La sua risalita dopo la metà del mese indica un progressivo seppur lento smantellamento dell'attuale ondata fredda, tuttavia altri impulsi si rinnoveranno alle porte del Continente. Si ma dove? Giungeranno fino a noi? Secondo l'andamento neutro dell'indice atlantico NAO, parrebbe probabile che l'Eurpa occidentale possa rimanere terreno fertile per gli affondi depressionari, tuttavia, l'andamento dei alcuni indici tropicali ci mette in guardia nei confronti dell'alta pressione atlantica la quale potrebbe spanciare clamorosamente chiudendo i rubinetti del freddo. Proprio il signore del bel tempo si porrà quale ago della bilancia nella fase post-freddo che ci attende a partire dalla prossima settimana. Alcune proiezioni lo vedono appunto "spanciare" temporaneamente verso l'Europa confinando ad est lo stillicidio delle gocce fredde che ancora fuoriusciranno dal vortice polare; altre invece lo pongono leggermente arretrato con ulteriori possibili spunti instabili di natura settentrionale, seppur sicuramente non più freddi come quello che stiamo vivendo. Morale: fino all'inizio della prossima settimana il freddo e la neve scorazzeranno indisturbati sull'Italia, magari anche con qualche sorpresa; il tutto andrà stemperandosi gradualmente. A seguire subentrerà il classico 50-50 alla Gerry Scotti. Nessuna ipotesi è da scartare ma nello stesso tempo ancora nulla è certo. La stratosfera è ancora lassù che ci ricorda quello di cui è stata capace, tuttavia i suoi jolly sono ormai tutti stati spesi. Insomma l'ipotesi più probabile è che l'inverno morda ancora fino al termine di febbraio ma che, nello stesso tempo, vada incontro ormai alla sua onorevole vecchiaia. Di certo però la primavera è un'altra cosa e per quella c'è ancora tempo.

Autore : Luca Angelini

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