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Scodata fredda sull'Italia nella prima settimana di marzo?

Dopo una lunga fase relativamente mite e piovosa, possibile colpo di coda del freddo entro la prima settimana di marzo. Al momento sembrerebbero maggiormente nel mirino le nostre regioni centrali e meridionali.

In primo piano - 22 Febbraio 2010, ore 12.29

L'inverno meteorologico sta tessendo le sue ultime trame sul Continente europeo, forte di un notevole fermento in atto a livello della circolazione polare e di un innevamento ancora diffuso al suolo che tende a rinnovare masse di aria fredda al suolo. Con l'inizio di marzo però alcuni elementi sembrano dover nuovamente stravolgere questo attuale equilibrio assunto dall'atmosfera. Ricordiamo che la circolazione generale dell'atmosfera tende a mantenere in vita la configurazione meno dispendiosa in termini energetici e la cambia solo qualora essa divenga non più conveniente sotto quel profilo. Così pare accadere nella prima settimana della primavera meteorologica quando, a dispetto di una stagione che avanza a grandi passi, si potrebbero disegnare scenari nuovamente più freddi anche per l'Italia, in particolare dal 5 al 10 marzo. La dovuta attenzione andrà posta alla nuova collocazione delle onde planetarie, con il probabile rinforzo del lobo canadese del vortice polare e una concomitante controspinta anticiclonica subtropicale proiettata sul vicino Atlantico, con asse puntato grossomodo dalla regione iberica verso il mar di Norvegia e successivo coricamento sulla regione scandinava. Ecco dunque la mutata situazione di equilibrio che andrà a pescare aria fredda dalla Russia e la invierà lungo il bordo orientale della nostra campana anticiclonica mirando all'Italia. Il colpo di coda del freddo avrebbe tutte le carte in regola per farsi sentire anche sul nostro Paese dunque, tuttavia le deviazioni imposte dall'orografia continentale sulla strisciante massa di aria fredda in movimento, dovrebbero incanalare questo fiume freddo preferibilmente verso il nostro centro-sud. In effetti la situazione non è nuova di questi periodi: le regioni adriatiche, le più esposte a questo tipo di situazioni, potrebbero vivere uno scampolo di inverno, con il paradosso di vedere l'Appennino più innevato nel giorno della Festa della Donna piuttosto che a Natale o a Capodanno. Il nord invece potrebbe vivere giornate soleggiate, terse e relativamente fredde, ma senza particolari fenomeni; su queste regioni l'inverno ha già dato e Paganini.... non ripete.

Autore : Luca Angelini

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