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Scirocco e rialzo delle quote neve, i pericoli che si corrono in montagna

Con il prossimo peggioramento l'aria fredda di estrazione artico-marittima affluita di recente verrà sostituita da miti venti di Scirocco. Lo sbalzo termico sarà notevole, ecco cosa potrà accadere sulle nostre montagne.

In primo piano - 29 Ottobre 2010, ore 10.40

L'inverno sembrava aver steso la sua gelida mano sul nostro Paese e, in effetti, ha reso l'ottobre 2010 tra i più freddi a livello europeo degli ultimi anni. Ora però, consci che tale situazione non potesse durare a lungo dato il periodo stagionale, eravamo preparati ad un progressivo immancabile riscaldamento della massa d'aria artica appena riversatasi sullo Stivale.

Certo in un primo tempo non si poteva pensare al subentro così repentino di una massa d'aria del tutto opposta, prelevata addirittura dalle latitudini subtropicali, ed esattamente dall'entroterra algerino, tunisino e libico. Sarà lo Scirocco a prendersi infatti carico di questo prossimo cambio di consegne tra un inverno quanto mai in anticipo e al momento in normale fase di arretramento, e un autunno ancora giovane e con tanta voglia di fare.

Quello che più preme farvi notare è che nel prossimo fine settimana, fulcro di un intenso peggioramento, non pioverà sul bagnato o, per lo meno, non solo. Sulle nostre montagne pioverà in particolare su terreni recentemente innevati. E se in Appennino il manto bianco accumulatosi non mostra spessori di particolare rilevanza, su diversi settori alpini gli accumuli nevosi ammontano già a qualche decina di centimetri e non solo in alta quota.

Il rialzo delle quote neve di oltre 1000 metri in pochi giorni non potrà non crearee problemi di stabilità dei terreni, imbevuti da enormi quantità d'acqua. Acqua derivante dalla sommatoria tra neve in scioglimento e pioggia in caduta libera. Da qui l'intenzione di segnalare l'eventualità di possibili piene dei nostri fiumi. Per i motivi esposti l'attenzione andrà posta in modo particolare sui grandi fiumi del nord e, ancor più nel particolare, su quelli piemontesi che riceveranno i maggiori apporti d'acqua.

In diverse località alpine si potranno pertanto registrare disagi, anche per frane o smottamenti. Si tratta di un tipico problema del nostro territorio vero, ma. si spera che in futuro si ponga maggiore attenzione nella corretta gestione dei territori montani per scongiurare ad ogni evento similie il rischio di alluvioni. Purtroppo però per ora si è solo pensato ad aprire gli impianti sciistici alla prima evanescente nevicata. E siamo a ottobre... 


Autore : Luca Angelini

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