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SCIE CHIMICHE: attenti alle BUFALE che girano per la rete!

Striscia sul Web l'ennesima speculazione sulle manipolazioni climatiche: questa volta dito puntato contro la navigazione aerea. Facciamo un pò di chiarezza.

In primo piano - 12 Marzo 2009, ore 10.02

Non se ne esce. Il tam tam della disinformazione scientifica sparge ogni giorno tonnellate di inchiostro e l'opinione pubblica, inconsapevolmente martellata in modo subliminale, finisce per prendere il largo allontanandosi sempre più dalla verità. L'ultima folle "caccia all'untore" parte dalla rivista australiana Nexus e si scaglia questa volta contro gli aerei. Sul banco degli imputati le stravaganti forme plasmate nel cielo dai velivoli che, come puntali d'argento, tessono ogni giorno nel blu dipinto di blu dell'alta quota il caratteristico reticolo di vapori prodotto dalle scie di condensazione. I documenti pubblicati, disseminati addirittura via e-mail, ritraggono alcuni aeromobili in servizio presso i dipartimenti militari di vari paesi del mondo come USA, Italia, Francia e Germania, equipaggiati con particolari dispositivi supplementari i quali, durante il volo, sarebbero in grado di propagare nell'atmosfera sostanze chimiche particolarmente dannose, polveri di bario, alluminio ,filamenti di silicio, allo scopo di manipolare il clima. La gravità di talune indiscrezioni invitano senz'altro ad approfondire l'argomento ma ecco che, sfogliando i vari dossier, emergono tra le fonti di prova le più brutali oscenità. In sostanza, alcuni scienziati "fai da te" , propongono la visione di naturalissimi fenomeni meteorologici, stranoti agli esperti, propinandoli stoltamente all'opinione pubblica a riprova delle loro fantomatiche congetture. Alcune immagini, riprese da vari satelliti, evidenziano nelle loro minacciose didascalie come sia ad esempio possibile impedire che piova sul nostro versante adriatico: in realtà, viene ritratto un evidente episodio di foehn appenninico dovuto al vento di Garbino. In altri documenti, i profili di un cumulonembo al tramonto vengono spacciati per temibilissime chemical trails, lo stesso vale per alcuni magnifici esemplari di nubi lenticolari di origine orografica, tipiche dei venti di foehn per intenderci. La carrellata prosegue con un'altra inquietante didascalia che sentenzia la presenza di dannose microonde in alta quota dovute ad un progetto denominato H.A.A.R.P.(programma di ricerca nato dal Dipartimento della Difesa statunitense per studiare le proprietà della ionosfera e le avanzate tecnologie nelle comunicazioni radio applicabili in ambito militare) ma l'immagine punta il dito contro un elegante e innocuo altostrato ondulato di origine orografica (nome tecnico "lee cloudiness"). Non poteva mancare l'uragano programmato: si tratta del temibile "Ivan", che nel settembre del 2004 spazzò alcune zone degli Stati Uniti. La pistola fumante? Le solite scie di condensazione dei voli di linea che, naturalmente,transitavano intorno ai margini nuvolosi a debita distanza dal vortice. Ma la chicca giunge, come la ciliegina sulla torta, al momento delle conclusioni. La condensation trail di un apparecchio in alta quota si interrompe più volte a causa di strati di aria dall'umidità irregolare: ecco invece svelata una sofisticatissima tecnica bellica di spegnimento dei motori a 8000 metri di quota. Il documento si chiude con una raccomandazione: "date massima diffusione alla notizia". Naturalmente noi l'abbiamo fatto...a modo nostro però!

Autore : Luca Angelini

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