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Scacco matto all’estate?

Il grande “frigorifero” groenlandese si prepara ad irrompere sull’Europa? Per adesso si tratta solamente di una possibilità, ma vale la pena riuscire a capire cosa potrebbe accadere entro 7 giorni sul nostro Continente.

In primo piano - 21 Agosto 2003, ore 10.31

Forse è arrivato il momento delle grandi manovre in Europa e sull’Atlantico; innanzitutto l’anticiclone africano, ormai spossato dall’estenuante lavoro effettuato durante tutta l’estate, tenderà in parte ad allentare la presa sulle nostre regioni. Come principale conseguenza il caldo afoso, continuo ed interminabile che ha dominato sul nostro Paese negli ultimi 3 mesi, sarà spesso interrotto da venti relativamente più miti, in grado di dare un parziale refrigerio su diverse regioni. La novità più importante però riguarda la circolazione generale dell’atmosfera nell’Emisfero Boreale: le ampie oscillazioni della corrente a getto polare (molto intensa in questo periodo), indurranno ondulazioni sempre più marcate anche in seno alla corrente a getto subtropicale (piuttosto debole), innescando irruzioni di aria fredda dall’Artico verso sud, e risalite di aria calda dai Tropici in direzione del 60° parallelo; pertanto fra le coste occidentali degli Stati Uniti e l’Europa orientale si genereranno (come nelle più classiche delle configurazioni "didattiche") vasti vortici depressionari (in posizione quasi stazionaria) alternati a robusti promontori anticiclonici, fra il 40° ed il 60° parallelo. In particolare una intensa avvezione di aria calda partirà entro 72-96 ore dalle coste atlantiche degli States, in direzione della Groenlandia, dove tenderà a deviare ulteriormente verso nord, a causa della presenza di un anticiclone termico, caratteristico dell’Isola; parte del flusso caldo però riuscirà a spingersi a sud della Groenlandia, sfiorando a malapena le coste, ma provocando in loco un calo della pressione atmosferica e quindi il richiamo di correnti (fredde a causa della presenza della vasta massa ghiacciata) da nord. Sarà questa la scintilla che innescherà nei giorni successivi (fra martedì e mercoledì prossimo) una intensa irruzione di aria artica in direzione dell’Europa settentrionale; tale massa fredda poi prenderà due strade diverse: in parte affluirà all’interno di un vortice depressionario situato fra Scandinavia e Russia, in parte si dirigerà verso ovest sul Regno Unito e l’Atlantico centrale, favorendo un rapido aumento della pressione atmosferica fra Islanda ed Irlanda. Ma la nostra Penisola quali conseguenze subirà da questa situazione? Un tale movimento di masse d’aria potrà innescare fra 5-7 giorni il richiamo di aria atlantica umida ed instabile da ovest verso il Mediterraneo centrale, dove si potrebbero generare alcune perturbazioni di moderata intensità. Il tutto avverrà in attesa dell’arrivo dell’aria fredda artica direttamente sul Mare Nostrum, mare che in tale occasione potrebbe reagire sfornando nubi e piogge abbondanti, associate ad un vistoso calo della temperatura. Però (come già accennato) la descrizione che abbiamo fatto riguarda una ipotesi che deve essere ancora verificata a fondo nel corso dei prossimi giorni; data comunque l’importanza dell’evento, vi consigliamo di seguire tutti gli aggiornamenti in proposito.

Autore : Lorenzo Catania

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