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Sarà un gennaio PIU' DINAMICO?

Dopo essere stati protagonisti di un mese dicembrino votato alla sostanziale stasi di stampo anticiclonico, l'arrivo di gennaio potrebbe (forse) portare qualche novità in più. Ecco di che cosa si tratta.

In primo piano - 16 Dicembre 2013, ore 15.00

L'annata invernale 2013 - 2014 si sta comportando in modo diverso rispetto alle precedenti stagioni. Sin dai mesi autunnali era intuibile che qualcosa sarebbe potuto andare in modo differente, siamo stati alle prese con un Vortice Polare che è andato ricompattandosi precocemente, portando finalmente un'inversione di tendenza per quanto riguarda il comportamento delle masse glaciali poste alle alte latitudini. Un Vortice Polare molto compatto e freddo, prelude infatti a temperature generalmente inferiori alla norma su tutte quelle zone del pianeta poste oltre il Circolo Polare Artico, agevolando l'espansione ed il consolidamento della banchisa.

Alle nostre latitudini un rinforzo del Vortice Polare troposferico, determina una minore frequenza ed intensità degli scambi meridiani di masse d'aria polo - equatore, portando come effetto un tipo di tempo caratterizzato più spesso dalla presenza dell'anticiclone azzorriano disteso verso Europa e Mediterraneo. Le parentesi di freddo intenso diventano di difficile realizzazione e la circolazione a livello europeo tende a divenire marcatamente occidentale, svolgendo un'azione termoregolatrice nei confronti della temperatura con assenza di freddo ad eccezione delle inversioni termiche.

Il mese di dicembre 2013 risponde perfettamente a queste caratteristiche, presentando un Vortice Polare in troposfera molto compatto e raffreddato, in via di ulteriore espansione col passare dei giorni. Esiste una concreta possibilità che, anche senza l'intervento di onde planetarie (anticiclone delle Azzorre - anticiclone Aleutinico) le maglie del Vortice Polare possano espandersi così tanto da riuscire a coinvolgere anche parte dell'Italia entro il weekend di Natale.

E gennaio cosa potrà riservarci?

La fase estremamente compatta e raffreddata che attraverserà il Vortice Polare durante la seconda metà del mese dicembrino, sarà in parte conseguenza di un forte raffreddamento stratosferico polare (Stratcooling) che ha caratterizzato i primi 10 giorni dicembrini. Ben presto questo raffreddamento si trasferirà verso la fascia troposferica, determinando un rinforzo ulteriore del getto polare.

Con l'arrivo di gennaio i primi warming stratosferici dovrebbero / potrebbero preludere ad un probabile rallentamento del getto polare. Il rallentamento della jet stream porta di sua natura alla creazione di un pattern circolatorio caratterizzato da ondulazioni più marcate, fatte di promontori e di onde di Rossby, in grado di avviare una fase atmosferica senza dubbio più dinamica e meno anticiclonica.

Tornerà anche il freddo, quello vero invernale?

Tra tutta la possibile casistica di scenari che potrebbe presentare gennaio, l'eventualità di un evento freddo di grande portata resta sempre possibile ma sinotticamente poco probabile, salvo ribaltoni eccezionali all'ultimo minuto. La circolazione media a livello emisferico tenderà infatti ad essere di stampo occidentale ancora per diverso tempo. Una dinamica circolatoria che lascerebbe quindi poco spazio all'azione di masse d'aria retrograde dall'Europa orientale in direzione del Mediterraneo e dell'Italia, mentre sarebbero in netto vantaggio le dinamiche legate ad azioni di stampo più classico, zonali e nord-atlantiche.

Mancherà quindi il freddo e la neve sull'Italia?

Assolutamente no! Qualora dovesse avviarsi una fase atmosferica più variabile e dinamica, troveremo sicuramente spazio per assistere ad alcune fasi invernali anche sul nostro Paese. Gli episodi di freddo certamente non mancherebbero ma questi ultimi dovrebbero tuttavia essere inseriti in un contesto di normalità, mancando quindi picchi di gelo particolarmente potenti


Autore : William Demasi

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