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SALUTE: ozono “buono” e ozono “ cattivo”

Si parla molto di questo gas nelle calde giornate estive come inquinante nelle grandi città. Ma non eravamo preoccupati che sparisse con il famoso “buco”?

In primo piano - 26 Giugno 2007, ore 09.35

PREMESSA Se analizziamo una molecola di ossigeno, notiamo che questa è formata da due atomi legati insieme. Se invece volessimo analizzare una molecola di ozono noteremo una cosa molto strana: essa è identica ad una molecola di ossigeno, ma presenta un atomo legato in più. Questo fenomeno, chiamato in chimica “ allotropia”, rende le molecole di ozono molto instabili e tendenti a diventare ossigeno. OZONO BUONO Alle alte quote è presente uno strato relativamente sottile di questo gas che consente un certo riparo dalle radiazioni nocive prodotte dal sole che altrimenti colpirebbero la superficie terrestre. E’ il cosiddetto “ ozono buono”, minacciato dalle molecole di cloro emesse nell’ambiente dalle bombolette spray e da molti sistemi di riscaldamento. I CFC ( cloro fluoro carburi) sono stati drasticamente ridotti in questi ultimi anni, in quanto responsabili dell’abbattimento e dell’assottigliamento dello strato di ozono presente in quota. Non dimentichiamoci, inoltre, che il cielo a noi appare azzurro proprio per merito di questo gas che interagisce con i raggi solari e ci consente di avere “il blu dipinto di blu”. Se di colpo venisse a mancare, il cielo apparirebbe nero pece anche di giorno, con il sole che assomiglierebbe ad una lampada bianca accesa nello spazio. OZONO CATTIVO Il problema è che nelle aree urbane la combustione dei motori a scoppio genera, oltre all’anidride carbonica e non solo, il biossido di azoto. Se una molecola di questo gas viene “ bombardata” dai raggi solari può subire dei cambiamenti e produrre anche ozono. In questo caso, però, la sua presenza risulta del tutto superflua, in quanto derivata da un inquinante . E’ il famoso “ ozono cattivo” che tende a concentrarsi soprattutto ad un’altezza di 200-300 metri da terra. Nelle situazioni di ristagno atmosferico e di forte insolazione (con temperature superiori ai 26°C) si riscontra una proliferazione di ozono nocivo, quale risultato della reazione chimica dell’ossido d’azoto. Le alte concentrazioni degli inquinanti finiscono poi per distruggerlo nelle zone più centrali delle aree urbane, ma non nei parchi cittadini e tantomeno in campagna. Ecco perché nelle ore pomeridiane, quando fa molto caldo, si sconsiglia di far giocare i bambini più piccoli nel verde.

Autore : Paolo Bonino

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