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SALENTO ROVENTE (racconto dei giorni tremendi di fine giugno)

La Puglia duramente colpita e provata dall'anticiclone africano. Qui vi proponiamo la cronaca dell'onda di calore di fine giugno raccontata da Alberto Capeccioni.

In primo piano - 26 Luglio 2007, ore 10.27

Sabato 23 Giugno 2007 Galatina (LE) Dopo la verde Irpinia la Puglia si annuncia gialla, piatta o appena ondulata, inondata da un sole abbacinante. La strada fila diritta in mezzo agli ulivi e, talvolta, alla vigne, contornata quasi incessantemente dai coloratissimi oleandri. La luce fortissima, i colori accesi, tutto è godibile grazie al traffico scorrevole, alle ottime strade, ed al fresco del condizionatore.. ma la temperatura esterna cresce a dismisura e, prima o poi, ce ne accorgeremo. Sono le 14,30 quando approdiamo a Galatina, mi devo fermare, scendo e subito avverto un caldo come non riesco a ricordare. L’aria bollente mi viene addosso portata dal vento, è come avere un phon che ti scalda tutto il corpo e non solo i capelli. Subito un gran senso di malessere mi avvolge, divento insofferente, mi chiedo come potrò sopravvivere qui una settimana. Chiamo il gestore della casa che ci dovrà ospitare e non sono lucido, non riesco a spiegargli bene dove mi trovo, lui infine lo capisce e mi dice che mi verrà a prendere con la sua Jeep, "Si sbrighi perché sennò vado arrosto" è il mio commento. Lui arriva dopo pochi minuti, scende insieme alla moglie "ci potrebbero essere 40 gradi" gli dico "41 per la precisione" dice lui, guardando il cruscotto della sua vettura. Il deserto africano, quello che non ho mai visto, mi viene in mente, è intorno a me.... solo risalire in macchina accendendo il condizionatore mi dà un minimo di sollievo. Martedì 26 Giugno 2007 Galatina (LE) Bari 45°-Lecce 43°. Sta in questi due numeri quello che è successo ieri in Salento, e che, probabilmente accadrà anche oggi (forse un paio di gradi di meno). La sensazione provata all’arrivo era qualcosa di più di un momento di disagio, in effetti siamo arrivati in Salento in coincidenza di una delle più forti ondate di calore che si ricordino.. forse i 45° di Bari sono addirittura un record assoluto. Normalmente queste cose accadono in Sicilia (a Palermo e Catania 45° o forse più li ho certo già sentiti) ma la particolarità di oggi è proprio che la Puglia (da Bari in giù) è stata perfino più calda della Sicilia. Alessio Grosso spiega il motivo e ieri sera ero proprio in centro a Galatina sotto le antenne che dispensano la “banda” UMTS a leggere il suo articolo.. Ovviamente schiattando di caldo. Il termometro dell’auto non funziona e così occorre guardarsi intorno, ieri alle otto di sera in centro a Casarano un termometro di una farmacia segnava 39° ma l’affidabilità di questi aggeggi in giro è sempre dubbia. Insomma la situazione di queste parti è realmente quella che normalmente si sperimenta in luoghi come l’Egitto o la Tunisia, e lo stile di vita si deve adattare. Condizionatori accesi giorno e notte, finestre sempre chiuse, attività rallentate o addirittura ferme, specie nelle ore più calde... Sono le 9,10, dovremmo andare ad Otranto, ma io avrei voglia solo di coprirmi di ghiaccio il braccio e la spalla sinistra, doloranti come non mai (e forse questo caldo c’entra qualcosa).. mi muovo e parlo al rallentatore, di bello c’è che ti passa del tutto la voglia di litigare. Otranto (LE) Ore 11,00: Otranto è un luogo incantevole che si distingue subito dagli altri pur notevoli "spot" turistici Salentini a causa della cura dei dettagli prestata dai suoi attuali abitanti. Già avvicinandosi la strada cambia aspetto, palme, prati, ottima segnaletica .. arrivare al centro storico e posteggiare nei pressi è facilissimo, ed il borgo murato si annuncia con il Castello Aragonese che è una meraviglia di equilibrio e compattezza. Tuttavia la deliziosa visita al centro non può certo prescindere dalla temperatura… Posteggiamo ed un signore arrivando con in mano una bottiglia di acqua minerale si offre graziosamente di farci un gavettone rinfrescante, è un benvenuto che testimonia dello spirito di accoglienza di questa gente (che ha avuto recentemente a che fare con la vicinissima Albania) ma anche del clima. Passando vicino al castello ci infiliamo nelle linde viuzze piene di negozietti con la più varia e graziosa mercanzia, infine sbuchiamo sul curatissimo lungomare di pietra bianca e lì, nel traversare un vasto piazzale, improvvisamente scopro di non sopportare la luce (e si che porto anche occhiali da sole), cerco di tornare indietro verso le mura per guadagnare l’ombra come farebbe uno che sta per affogare ed ho la netta sensazione che potrei cadere lì, in mezzo a quel vasto spazio soleggiato. Ce la faccio a malapena e mi infilo in un bar cercando un refolo di vento, poi decido di sedermi sui gradini e lì, piano piano, mi riprendo. So quali sono i sintomi del colpo di calore, di recente ho fatto una lezione in proposito alla Croce Rossa, e forse anche questo contribuisce al mio spavento, ma non mi pare si trattasse solo di un fatto psicologico, so infatti che si tratta di una cosa grave (potenzialmente mortale) per cui c’è poco da scherzare. La meravigliosa cattedrale di Otranto, con il suo sapore orientale, il suo immenso mosaico sul pavimento, la sua cripta bizantineggiante ed il suo fresco mi rimettono a posto.

Autore : Alberto Capeccioni

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