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Ruggito dell'alta pressione da giovedì a domenica, Italia colpita ma non affondata

Alta pressione in rinforzo a partire da mercoledì, con abbraccio lungo fino a domenica 11. L'Italia se la vedrà con una fase calda anche se non si tratterà di record.

In primo piano - 6 Luglio 2010, ore 10.35

L'alta pressione accelera. Lo fa grazie all'iniezione di carburante profusa dalla bolla subtropicale continentale in allungo dal nord Africa. Il suo apice si collocherà probabilmente a cavallo del prossimo fine settimana, quando sull'Italia la colonnina di mercurio potrà in qualche caso segnare 35-36 gradi.

Nulla di eccezionale vero, in realtà il grosso di questa ondata di calore andrà a infrangersi sulla penisola Iberica e sulla Francia, permettendo all'Italia di essere si colpita più marginalmente, quindi non certo affondata.

La manovra prenderà vita dalle ondulazioni della corrente a getto polare, relegate sui settori settentrionali europei. Una di queste creste d'onda riuscirà a carpire energia dalla bolla calda nord-africana ben attiva subito al di là del Mediterraneo e porrà in essere una struttura di alta pressione decisamente robusta e caratteristica delle ondate di calore estive, quelle che vedono il connubio strutturale con l'alta delle Azzorre.

Geopotenziali che alla quota isobarica di 500hpa raggiungono i 5800 metri, temperature che alla quota isobarica di 850hPa arrivano a sfiorare i 20 gradi. Sono tutti elementi tipici e ben noti delle ondate di calore che fanno intendere che l'estate sta per fare sul serio.

Quali saranno i settori del nostro Paese che maggiormente risentiranno del disagio provocato dalla situazione in arrivo? Di sicuro le regioni padane, complice il tasso di umidità che ristagnerà nei bassi strati. Da segnalare anche i valori di punta che potranno registrarsi sui settori della bassa, soprattutto tra sabato e domenica, quando si arriverà anche a 35-36 gradi.

Meno afa ma caldo alla pari per le zone interne pianeggianti di Toscana e Lazio, dove si registreranno valori termici analoghi. Domenica si aggiungerà probabilmente anche la Puglia, con le zone interne che si accoderanno con i valori anzidetti. Inibite almeno parzialmente anche le brezze costiere.

Insomma tra giovedì a domenica mano ai condizionatori e, per i più fortunati, fuga dalle città con destinazione mari, laghi o monti. Non sarà una ondata di caldo storica, ma comunque sufficiente a spazientire la nostra "delicata" sensibilità meteoropatica. E, se il mal comune porta mezzo gaudio, pensiamo a chi starà peggio di noi: Spagna, Portogallo, Francia e sud della Germania. Chiisa se si lamenteranno come noi...


Autore : Luca Angelini

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