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Ritorno dell'inverno a fine mese? Il responso del modello europeo e americano

Si attenuano le previsioni di anticiclone per il nostro Paese entro la fine di Gennaio ed aumentano le quotazioni per un proseguimento della stagione invernale italiana. Questo il responso dei centri di calcolo europei e americani. Vediamo nel dettaglio.

In primo piano - 21 Gennaio 2015, ore 11.50

La ferita scavata in questi giorni sul bacino del Mediterraneo potrebbe essere destinata a durare ancora diverso tempo; gli aggiornamenti dei giorni scorsi hanno infatti lasciato trasparire a tratti la tendenza dell'anticiclone delle Azzorre a distendersi nuovamente sull'Italia, ricacciando lontano dal nostro Paese gli effetti portati dalle masse d'aria fredda distaccate dal Vortice Polare. Ormai da più di 24 ore, la previsione a lungo termine dei centri di calcolo americani ed europei, sposano una linea di tendenza che farebbe invece proseguire l'instabilità anche nella parte finale della mensilità di gennaio.

Responsabile di tale fase d'instabilità, la discesa di alcuni importanti nuclei di vorticità direttamente dai settori canadesi a quelli europei. Commentando le carte odierne, riferendoci in particolar modo al modello europeo, la sequenza di eventi sembrerebbe essere quella di un vero e proprio "distacco" di un frammento del Vortice Polare che dal Canada migrerebbe verso i settori europei centro-orientali, interessando quindi anche l'Italia.

Grande gelo e gran neve in arrivo sul Paese quindi?

Niente affatto, la massa d'aria che sopraggiungerebbe sul nostro Paese, avrebbe ancora una volta un'origine polare-marittima e sarebbe quindi in grado di portare temperature e geopotenziali estremamente bassi alle quote superiori, mentre sarebbe limitata la presenza d'aria più fredda al livello del suolo, stante l'origine oceanica della massa d'aria in questione. Naturalmente la presenza di un divario termico così amplificato tra il suolo e le temperature nei livelli superiori della troposfera, amplificherebbe oltremodo gli episodi di instabilità che non tarderebbero a manifestarsi sull'Europa, portando fenomenologia convettiva oppure la strutturazione di vere e proprie perturbazioni la cui localizzazione rimane al momento impossibile da stabilire.

L'alta pressione delle Azzorre resterebbe confinata agli estremi settori europei occidentali (penisola Iberica)
senza interessarci direttamente se non attraverso un'impostazione generalmente nord-occidentale della ventilazione a livello europeo ed italiano. Come anticipato, questa previsione pare trovare conferma anche dal centro di calcolo americano, seppur in maniera un po' più smorzata rispetto al collega europeo.


Autore : William Demasi

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