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Rischio piogge alluvionali per la terza decade al nord?

Con l'arrivo della terza decade di settembre alcuni assetti barici a livello europeo cambieranno a favore dell'arrivo di una fase piovosa al nord. In questa sede potrebbero crearsi alcune situazioni pericolose su alcune regioni. Vediamone i dettagli.

In primo piano - 14 Settembre 2012, ore 16.45

Questa mattina giungono sostanziali conferme riguardo una modifica del pattern barico che ci ha interessati sinora.

Dal punto di vista sinottico le novità che emergono riguardano la posizione assunta dal famigerato anticiclone azzorriano a partire dalla terza decade del mese. Una forte anomalia termica oceanica è presente sulla porzione di oceano vicino le coste americane. Questo elemento potrebbe favorire rimonte anticicloniche sbilanciate verso gli Stati Uniti lasciando parzialmente scoperta l'Europa occidentale agli attacchi di impulsi freddi da nord-ovest. 

Una situazione di questo tipo, ipotizzata quest'oggi sia dai due principali modelli di calcolo, il modello inglese ECMWF e quello americano GFS, sia dai modelli "secondari" aumentano le possibilità di riuscita del progetto piovoso per il nord con la creazione di alcuni schemi barici potenzialmente dannosi.

In che modo il settentrione d'Italia passerebbe dal troppo secco alla troppa pioggia?

Per rispondere a questa domanda bisogna innanzitutto avere ben chiare le posizioni assunte dalle pedine bariche nello scacchiere europeo in questa prima metà di settembre: l'arrivo del primo mese autunnale si è contraddistinto dal prepotente ritorno dall'alta pressione delle Azzorre sul continente. Questo anticiclone non ha mai invaso direttamente l'Europa ma si è limitato a fare "da spalla" alle sempre più frequenti irruzioni di aria artica che scivolano sul suo fianco orientale.

Inutile dire che una situazione di questo tipo, dopo una fase iniziale in cui il ritiro dell'alta pressione africana ha innescato qualche intenso fenomeno anche al nord, in realtà sul lungo periodo la persistenza di tale pattern stia esponendo maggiormente il meridione alle precipitazioni più abbondanti.

Le fasi iniziali del cambiamento si avranno con molta probabilità mercoledì 19 settembre quando l'ennesimo impulso freddo nord-atlantico sfiorerà il Paese scivolando lungo il medio adriatico. Questo impulso instabile avrà il compito di "iniettare" una ulteriore dose di aria fredda in direzione del Mediterraneo eliminando totalmente il surplus termico presente sino ad ora.

Il ritiro graduale dell'anticiclone delle Azzorre dalla sua sede attuale tra Atlantico ed Europa occidentale in direzione delle coste occidentali statunitensi ed in parte verso nord in direzione della Groenlandia, lascerà scoperta l'Europa occidentale all'ingresso di alcune depressioni.

Quali conseguenze sullo stivale?

Ci troviamo ormai attorno a giovedì 20 settembre quando il ritiro dell'alta pressione dall'Europa occidentale diverrà realtà. Dall'alto oceano Atlantico su mar di Islanda e mar di Groenlandia quest'oggi i modelli individuano la prima ondulazione del getto a 300hpa che, affondando verso il Mediterraneo occidentale tra penisola Iberica e Francia, innescherebbe il primo vero peggioramento del tempo di stampo autunnale indirizzato per il nord.

Una tale modifica della circolazione a livello europeo determinerebbe la chiusura della parentesi instabile e perturbata che ha caratterizzato sinora l'Italia meridionale. In questa fase proprio le regioni dell'estremo sud potrebbero sperimentare il ritorno dell'anticiclone africano con gli ultimissimi scampoli dal sapore estivo prima del definitivo tramonto della stagione.

Come potrebbe presentarsi invece il tempo al nord?

Una sinottica di questo tipo con lo spostamento del polo depressionario dal meridione italiano all'Europa occidentale comporterebbe l'inevitabile apertura di un periodo decisamente più umido ed instabile tutto ad appannaggio del nord Italia! In questa sede sarà da valutare attentamente l'impatto delle precipitazioni su di un territorio che non riceve pioggia abbondante dalla scorsa primavera.

Occorre sottolineare come una evoluzione di questo tipo andrebbe considerata due facce della stessa medaglia, frutto di uno scambio meridiano che prima si accanisce con il centro-sud, e successivamente si accanirebbe al settentrione.

Da monitorare attentamente l'eventuale formazione di anticicloni di blocco sui Balcani. Un anticiclone balcanico sarebbe frutto della risposta calda africana che potrebbe innescarsi al momento della discesa di una bassa pressione ad occidente, complicando ulteriormente la situazione.

Per conferme o smentite seguite gli aggiornamenti.

 

 


Autore : William Demasi

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