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Riscaldamento globale: si cerca la prova definitiva nell'ARTICO!

Nuovi strumenti per verificare come stiano veramente le cose.

In primo piano - 28 Settembre 2005, ore 14.10

L'Europa si prepara a esplorare le calotte di ghiaccio della Terra con la navicella Cryosat dell'Esa, che partirà per una missione di tre anni il prossimo 8 ottobre dalla base di Plesetsk, in Russia. Il principale obiettivo del satellite è di verificare la teoria secondo cui le calotte di ghiaccio ai poli del pianeta e le vaste distese glaciali di Antartide e Groenlandia si stanno assottigliando a causa del surriscaldamento della Terra e, se questo è vero, quantificare il danno in corso. Gli scienziati sperano di ottenere dati che aiutino a tracciare un quadro più preciso sull'impatto dell'aumento delle temperature sul ghiaccio che ricopre le estremità del pianeta e, di conseguenza, anche sui livelli dei mari che, come sappiamo, con lo scioglimento dei ghiacciai tendono naturalmente a salire. Finora, sono per lo più modelli computerizzati e studi teorici quelli che affermano che con l'aumento della temperatura terrestre le calotte polari si restringono; ci sono anche prove concrete, come misurazioni e immersioni subacquee, che lo confermano, ma gli scienziati cercano con Cryosat la prova definitiva. La Terra ha due tipi di ghiaccio polare: quello che copre la terraferma e quello che galleggia nel mare. La Groenlandia e l'Antartide sono le aree ghiacciate più estese: rappresentano il 10% della terraferma del nostro pianeta. Misurazioni sul posto già suggeriscono che il ghiaccio della Groenlandia si sta sciogliendo, mentre i dati sull'Antartide dicono che il ghiaccio si sta sciogliendo alle estremità ma sta aumentando nelle regioni centrali. Quanto al ghiaccio che galleggia nelle acque del Nar Glaciale Artico, la sua riduzione è stata testimoniata da immersioni subacquee fin dagli Anni Cinquanta. Dalle osservazioni spaziali di Cryosat ci si attende una maggiore quantità di dati che permettano di dire una parola definitiva: il satellite comincerà il suo lavoro monitorando proprio le enormi coperture di ghiaccio sulla superficie della Groenlandia e dell'Antartide e la sottile crosta di ghiaccio marino che galleggia sugli oceani intorno ai poli. Il suo strumento principale è un altimetro radar, che misura la profondità del ghiaccio analizzando le eco degli impulsi radar trasmessi verso la superficie. Una volta nota la profondità, la massa di ghiaccio viene calcolata deducendola dalla sua densità. Una speciale antenna doppia renderà più accurate le misurazioni alle estremità delle superfici ghiacciate, dove sembra che il fenomeno dello scioglimento sia maggiore.

Autore : Redazione

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