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Rimarremo prigionieri dell’anticiclone?

Cerchiamo di capire come evolverà il tempo nei prossimi giorni.

In primo piano - 17 Settembre 2003, ore 11.32

Partiamo con il descrivere la situazione attuale: un robusto anticiclone, di matrice prettamente dinamica subtropicale, si è mosso dall’Atlantico centrale in direzione di Spagna, Francia, Europa centrale e Mediterraneo settentrionale; dato che il suo asse principale si sviluppa in una direttrice sudovest-nordest, sull’Italia meridionale, la Tunisia ed il Mediterraneo orientale, continuano ad affluire correnti fresche ed instabili da nord o da nord-est, che mantengono inalterate le condizioni per la formazione di corpi nuvolosi associati ad acquazzoni o temporali. Su Scozia, Norvegia ed Europa orientale invece la corrente a getto polare sta portando venti tesi e freschi, associati a tempo a tratti perturbato; le temperature su queste zone attualmente si aggirano fra i 5-6°C di Capo Nord ed i 14-15°C della Scozia. Nei prossimi giorni cosa ci attende? Sembra che si vada generando una situazione di “blocco” piuttosto tenace proprio fra l’Atlantico orientale e gli Urali, con una campana di alta pressione persistente sull’Europa centrale e l’Italia; questa situazione, con temperature fresche al mattino, piuttosto elevate nel pomeriggio, e con il cielo prevalentemente sereno per la nostra Penisola, potrebbe protrarsi per 10-12 giorni almeno,a parte alcuni brevi episodi di instabilità al sud. Non ci spingiamo oltre con la previsione, visto anche che le variabili che entrano in gioco in una proiezione a così lungo termine diventano veramente molte. Tuttavia vogliamo segnalare alcune possibili “scappatoie” a questa situazione, alternative che verrebbero comunque a presentarsi fra 6-8 giorni: 1) La figura di alta pressione potrebbe tendere ad allungarsi verso la Scandinavia, dirigendo così correnti ancora più fredde sull’Europa orientale, e marginalmente anche sul nostro versante Adriatico; si andrebbe così verso una moderata variabilità, con possibili brevi piogge in prossimità dei rilievi. 2) Una “bolla” di aria calda (un anticiclone in quota quindi) potrebbe staccarsi dalla struttura anticiclonica principale, andando ad isolarsi sulla Scandinavia e permettendo ad alcune perturbazioni atlantiche di penetrare sull’Europa centrale, mettendo così alcuni “paletti” per un successivo probabile peggioramento anche sull’Italia. 3) Non bisogna poi dimenticare la presenza dell’uragano “Isabel” negli Stati Uniti; la sua estrema imprevedibilità, ne fa una “spina nel fianco” per i modelli matematici, che con il passare dei giorni potrebbero cambiare parzialmente la loro previsione, magari riducendo la persistenza dell’anticiclone sull’Europa. In tal modo stiamo comunque solamente cercando delle possibili evoluzioni alternative ad una previsione che nella realtà dei fatti vede il protrarsi della situazione di siccità su molte delle nostre regioni. In ogni caso una cosa è quasi certa: le grandi perturbazioni atlantiche autunnali continueranno a latitare a lungo.

Autore : Lorenzo Catania

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