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RIFLETTIAMO: segnalazione temperature cittadine o extra-urbane? Per la gente cosa conta di più? E per la scienza? Scrivici...

Sono ancora molti i dubbi sulle conseguenze dell'aumento dell'anidride carbonica.

In primo piano - 1 Luglio 2004, ore 10.32

Cattiva gestione degli apparati di misura e il condizionamento dell'isola di calore urbana. In un articolo apparso sul Sole 24 Ore, Francesco Ramella smonta molte certezze dei serristi convinti. Ramella cita una vecchia intervista dello scienziato Schneider, convinto sostenitore del cambiamento climatico verso il caldo. Lo scienziato confessa che per catturare l'attenzione del pubblico si devono presentare scenari catastrofici, divulgare opinioni semplificate e minimizzare i dubbi. Bisogna trovare, conclude Schneider, il giusto equilibrio tra l'essere efficace ed essere onesto. Sconcertante. La dichiarazione di Schneider è stata ovviamente il cavallo di battaglia dei giornalisti che hanno cercato in tutti i modi di catalizzare l'attenzione attraverso titoloni drammatici, dipingendo spesso scenari apocalittici e portando tutti a credere in un inesorabile riscaldamento del clima imputabile soprattutto ad un aumento delle concentrazioni dei gas serra. Il fenomeno ha sicuramente suscitato qualche perplessità tra gli scienziati. Dal 1880 ad oggi la temperatura sarebbe aumentata globalmente di 0.6°C ma su questo valore ci sarebbero forti dubbi. Le stazioni scelte come campione per la verifica dell'andamento termico si sono fortemente urbanizzate negli ultimi 50 anni e questo sicuramente ha prodotto un forte aumento termico locale ma non a livello rurale, dove il trend non ha subito grosse oscillazioni. Fra l'altro proprio molte stazioni di rilevamento rurali sono state chiuse nell'ultimo decennio. Negli Stati Uniti addirittura le temperature massime sono state registrate negli anni 30. Ramella poi conclude portando ad esempio le minime variazioni osservate dai satelliti nella parte bassa dell'atmosfera ad oggi: ebbene, salvo l'aumento nel 97-98 ascrivibile al famigerato El Nino, il trend di crescita termica è davvero modesto. Lo scioglimento dei ghiacci del Kilimangiaro citando le parole di Rasera "non sarebbe colpa dell'effetto serra ma dell'effetto ritardato del riscaldamento naturale avvenuto nella prima metà del secolo scorso, al termine della piccola era glaciale. Come un cubetto di ghiaccio non si scioglie all'istante dopo essere stato portato a temperatura ambiente, così la risposta dei ghiacciai alla variazione di temperatura è prolungata nel tempo." Dopo la tremenda estate del 2003 c'è però poca voglia di minimizzare. Alla gente cosa interessa di più? Il valore del termometro piazzato in centro o quello appena fuori città? E per la scienza non è necessario un percorso parallelo per archiviare i dati? Scrivici a commenti@meteolive.it

Autore : Report di Alessio Grosso

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