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Ribaltoni meteo, quando il modello ti tradisce e il meteorologo deve navigare "a vista"

Dal freddo al caldo: ecco il perchè dei recenti flop da parte della modellistica generale e locale.

In primo piano - 10 Gennaio 2011, ore 10.08

Con le previsioni a media e lunga gittata non si scherza. Il progresso galoppante della tecnologia nel campo meteo non è ancora del tutto proporzionale ai risultati richiesti e a volte si va a sbattere. Nonostante il recente flop della modellistica generale lasciateci però spezzare una lancia in favore di questi indispensabili strumenti di previsione, senza i quali il meteorologo sarebbe costretto a navigare "a vista", proprio come facevano gli illustri maestri del passato.

Ma veniamo a noi: dopo una partenza a bomba l'inverno italiano ha perso attualmente il suo smalto. Nel periodo natalizio il modellame probabilistico mostrava chiaramente un intermezzo mite a inizio gennaio, seguito da un nuovo tonfo delle temperature dopo la metà del mese. La proiezione trovava conferma nell'evoluzione di alcuni importanti indici della pressione atmosferica, così come l'andamento del vortice polare, importante punto di riferimento per analizzare e prevedere le colate di aria fredda dalle latitudini artiche.

Qualcosa però è andato storto. Le mappe deterministiche, quelle che ci offrono il quotidiano supporto previsionale, non hanno inquadrato correttamente la posizione di un blocco anticiclonico subtropicale atlantico, nato probabilmente sotto i dettami della Nina, ma evoluto secondo la spinta trasversale di anomalie secondarie difficilmente inquadrabili e, purtroppo, determinanti per il buon esito previsionale.

Così l'onda depressionaria carica di gelo e neve è finita sul nord America, mentre i rifornimenti del freddo sull'Europa sono stati interrotti dalla bolla anticiclonica in attuale fase di risalita verso il Mediterraneo. Tra i due ciclopi un teso letto di correnti miti sud-occidentali distese sull'Atlantico che hanno portato verso l'Italia aria progressivamente più mite. Il resto è storia contemporanea.

Ora, ripartendo con una nuova proiezione probabilistica da qui alla fine di gennaio, si nota ancora la probabilità di un generale raffreddamento invernale dal 19-20 in avanti. Noi però abbiamo imparato la lezione e voi?


Autore : Luca Angelini

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