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REWIND: l'avvincente Capodanno 2005 con MeteoLive sulle nevi dei Monti Sibillini!

MeteoLive ha realizzato uno speciale reportage meteo-fotografico durante la tre-giorni trascorsa sui Monti Sibillini a cavallo del Capodanno. Interessanti situazioni meteorologiche e paesaggi da cartolina hanno fatto da cornice a un'esperienza di notevole valore professionale, emozionale ed umano.

In primo piano - 4 Dicembre 2006, ore 11.42

VENERDI 31.12.2004. Tempo in graduale miglioramento: schiarite sui versanti occidentali, stau con nebbia congelantesi sulla dorsale; accumulo nevoso irregolare al suolo (0-400cm); temperature in calo. - Da Norcia saliamo su, verso Forca Canapine. Il sole volge ormai al tramonto e le schiarite sempre più ampie, dopo una settimana di perdurante maltempo, favoriscono estese gelate. Persiste tuttavia una residua circolazione depressionaria sullo Jonio che con le sue spire più settentrionali (correnti da ENE) investe il settore più meridionale dei Monti Sibillini. Evidente il conseguente annuvolamento da stau che coinvolge i versanti marchigiani della catena montuosa, con qualche sconfinamento su Forca Canapine e sui rilievi adiacenti. - L'accumulo nevoso al suolo, sul versante norcino, riguarda quote superiori ai 900 metri. Intorno ai 1000 metri abbiamo 10cm di neve fresca, caduta nel corso degli ultimi giorni. Dal bivio sotto Forca Canapine, procedendo in direzione Castelluccio di Norcia, il manto nevoso ricopre anche la strada, con lastre di ghiaccio che rendono insidioso il transito senza catene. - Pian Grande si presenta come un'enorme distesa bianca: 15, non di più, i centimetri di neve al suolo, ma uniformemente distribuiti su tutta la piana. Molti invece i versanti scoperti sui fianchi delle montagne circostanti, segno evidente dell'azione eolica nella distribuzione degli accumuli, che in alcuni punti più riparati e nei canaloni supera abbondantemente il metro. - A Castelluccio, durante il crepuscolo, la temperatura si attesta intorno ai -2°C. L'accumulo nevoso al suolo, sul versante meridionale del rilievo, equivale ad una leggera spolverata; sul versante settentrionale, invece, dominano muri di neve alti oltre tre metri. - Salendo a Forca di Presta, la strada diventa impercorribile senza catene o pneumatici da neve: si procede tra muri di neve alti in media 80-90cm, con picchi di un metro e mezzo. I mezzi sgombraneve fanno il possibile per rendere accessibile il valico sul far della notte di San Silvestro. - Sui 1534 metri di Forca di Presta lo stau appenninico sforna il suo "piatto preferito": una nebbia congelantesi che avvolge ogni cosa come fosse un freezer all'aria aperta. Il termometro crolla a -5°C quando sono le 7 del pomeriggio. *** SABATO 01.01.2005. Tempo stabile: schiarite ovunque, forte irraggiamento notturno e rapido raffreddamento, inversione termica sulla piana con giornata di ghiaccio al di sotto dei 1400 metri. Vento forte in serata. - Ore 02.00: mentre si brinda al nuovo anno, sui 1555 metri di altitudine del Rifugio A.N.A. di Forca di Presta la luna sembra aver sciolto nebbia e nubi basse, offrendo a tutti noi una vista notturna spettacolare sul Vettore, che in questo modo torna ad apparire al mondo dopo una settimana di cieli grigi e uggiosi. La colonnina di mercurio sfiora i -10°C, il cielo è terso come non mai e la neve riflette la fredda luce lunare. Sembra di essere su Plutone! - Ore 10.00: la temperatura si mantiene sotto lo zero, la galaverna resiste senza problemi, mentre il sole splende incontrastato nel cielo. Residui banchi di nebbia su Pian Grande lasciano intuire temperature ben al di sotto dello zero anche in pieno giorno. - Ore 14.30: sui 1751 metri della Macchialta, dominante l'orlo meridionale della Piana di Castelluccio di Norcia, inizia a soffiare un vento tesissimo, e con la temperatura sotto lo zero il windchill raggiunge valori negativi a due cifre. Siamo costretti a rientrare in gran fretta. - Ore 16.30: rientrati in rifugio, assistiamo allo spettacolo del tramonto sotto l'incalzare di forti raffiche di libeccio. La pelle si irrigidisce e le mani, impegnate in operazioni video-fotografiche, ne risentono pesantemente, con ferite superficiali che lasciano intuire la morsa del freddo. La temperatura si mantiene abbondantemente sotto lo zero: -2.5°C. *** DOMENICA 02.01.2005. Tempo stabile, aumento delle temperature in quota, inversione termica limitata a Pian Piccolo, fusione parziale del manto nevoso sui versanti esposti all'azione del vento e del sole. - La giornata trascorre senza particolari sussulti. La caratteristiche predominante è un rialzo termico accompagnato dall'insorgenza di venti moderati sud-occidentali. La minima non supera in negativo i -5°C, anche se i valori diurni non si discostano poi molto da quelli del giorno precedente (qualche grado sopra lo zero). Alla base dei versanti occidentali della Cima del Redentore (Costa del Vettore), del Monte Porche e dell'Argentella si assiste alla parziale fusione del manto nevoso, che lascia scoperti ampi prati a ridosso della Piana. Anche l'inversione termica sembra esaurirsi, limitando la propria azione al solo Pian Piccolo, in ombra rispetto all'insolazione. La straordinaria visibilità rende possibile l'avvistamento del Mare Adriatico da Forca di Presta. *** LUNEDI 03.01.2005. Rapido passaggio perturbato, seguito da un deciso miglioramento. Temperature diurne in discesa, venti a raffiche di forte intensità. Accumulo nevoso irregolare, in media cadono 15 cm. - Ore 06.00: la giornata inizia sotto l'incalzare del vento e sotto la minaccia di nubi foriere di tempo perturbato. La temperatura si mantiene di un paio di gradi sotto lo zero. - Ore 08.30: inizia la precipitazione. Inzialmente debole e caratterizzata da fiocchi di piccole dimensioni, la nevicata si trasforma presto in un'autentica tormenta che rende impossibile qualsiasi tentativo di escursione. Aghi di ghiaccio riescono ad infilarsi ovunque, raggiungendo viso e polmoni e trafiggendoli come tante piccole lame. Il vento a tratti è molto forte e a stento si riesce a respirare. Rimaniamo bloccati nel rifugio. - Ore 10.00: tentiamo una sortita, la bufera ci garantisce un'attenuazione nella precipitazione e così proviamo ad uscire. L'escursione è comunque resa problematica dal forte vento che non concede tregua alcuna. Il termometro oscilla tra i -1.7°C ed i -2.5°C. La visibilità, in qualche frangente, rasenta lo zero. E' assolutamente vietato allontanarsi dal rifugio. - Ore 11.00: proviamo ad allontanarci in auto, ma il forte vento, assieme alla neve caduta, ha provocato accumuli di neve farinosa alti oltre mezzo metro. Esito: la strada è impercorribile in un senso e nell'altro; rimaniamo ancora bloccati. - Ore 12.00: La precipitazione si esaurisce. A terra rimangono zone dove la neve non ha nemmeno attecchito, mentre in altre addirittura lo spessore parziale supera i 70cm. Nei dintorni dei rifugio, gli accumuli nevosi complessivi oscillano tra i 5cm delle zone più esposte all'azione del vento ai 420cm delle zone più soggette ad accumulo. La strada è diventata una trappola per molti che, una volta partiti, si sono ritrovati incastrati da barriere nevose erette in pochi minuti dal vento! Diventa indispensabile l'intervento degli spazzaneve, che arrivano nel giro di un'ora a "salvare" gente bloccata nella morsa di autentici blizzard! - Ore 13.00: ripartiamo alla volta di Arquata del Tronto, e poi di corsa verso casa, mentre le schiarite si fanno strada da nord, baciando la splendida parete est del Vettore.

Autore : Emanuele Latini

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