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REPORTAGE PUGLIA: la convergenza delle brezze sulla Penisola Salentina (prima parte)

In questo articolo si descrive un fenomeno unico nel suo genere in Italia e che riguarda il fenomeno della convergenza delle brezze sulla penisola salentina, nell’angolo meridionale della Puglia. Questo fenomeno può essere alla base della generazione di brevi rovesci su aree limitate.

In primo piano - 19 Giugno 2007, ore 09.43

Le brezze sono venti che si generano in prossimità dei litorali per via della differenza di pressione causata dal differente riscaldamento di mare e terraferma e sono caratteristici dei regimi anticiclonici estivi. Le brezze sono distinte in brezze di mare che si verificano di giorno e brezze di terra che si verificano di notte. La brezza di mare si manifesta durante le giornate calde e serene, nelle quali il Sole riesce a scaldare la terraferma anche più di 10°C, mentre non riesce a fare altrettanto con il mare, la cui superficie viene riscaldata solo di un paio di gradi a causa della sua maggiore capacità termica. Per questo motivo sulla terraferma si viene a creare una zona di debole bassa pressione dovuta al sollevamento di aria calda e che attira verso di sé aria più fredda proveniente dal mare per effetto del dislivello barico che si viene a creare. Chiaramente le brezze sono più deboli al mattino e alla sera, perché la differenza di temperatura tra terra e mare non è molto accentuata, più intense nelle ore centrali (sia del giorno, sia della notte), perché la differenza è massima e del tutto assenti nelle ore in cui le temperature tendono ad eguagliarsi cioè circa alle ore 8 e alle ore 20. Al mattino, generalmente cominciano a manifestarsi verso le ore 9:00 solari e provengono da levante in direzione quasi parallela alla costa, poi, con il passare delle ore tendono a ruotare in senso orario intensificandosi fino circa alle ore 14:00, divenendo perpendicolari alla linea di costa e raggiungendo una velocità massima compresa tra i 3 ed i 6 m/sec. Col passar delle ore tendono a calare di intensità, continuando a ruotare ed a divenire parallele alla costa, ma in direzione opposta al mattino, fino a cessare del tutto intorno alle ore 20:00. Pertanto, nell’arco delle 12 ore diurne si ha una rotazione dei venti di circa 180°, che poi prosegue nelle successive 12 ore notturne con le brezze di terra, fino ad avere una rotazione completa del vento di 360° nell’arco delle 24 ore. Il vento di brezza soffia dalla superficie fino ad una altezza massima di 400-600 metri, mentre a quote superiori l’aria si muove in direzione opposta a quella della brezza (secondo il meccanismo delle celle convettive): questo è il motivo per cui in caso di debole nuvolosità si osservano le nubi spostarsi verso il mare aperto. Nelle prime ore le brezze riguardano esclusivamente le zone costiere ma, con il passare del tempo, il vento si propaga anche nell’entroterra e può penetrarvi anche per 30-50 Km, mentre sul mare l’estensione è minore. Il fenomeno descritto non si manifesta nei mesi più freddi essendo debole il riscaldamento del suolo e neanche in Estate, nelle giornate ventose (specie se i venti sono orientati dalla costa verso il mare), con correnti aventi intensità superiori ai 3-4 m/sec, o in quelle caratterizzate da cielo nuvoloso o coperto. Al contrario se soffiano venti dal mare verso la terra legati alla circolazione generale dell’atmosfera, la brezza risulterà particolarmente intensa (in quanto agevolata dal vento sinottico) e potrà raggiungere 10 m/sec (circa 35 Km/h). La brezza di mare, inoltre, è particolarmente intensa se la linea di costa è ricca di insenature e golfi e se il territorio retrostante è pianeggiante, fattori questi che accentuano il divario termico diurno fra mare e terraferma. La brezza di terra si manifesta durante le notti estive serene, nelle quali il suolo si raffredda più del mare (che per la sua maggiore capacità termica è dotato di una elevata inerzia termica) ed anche in questo caso tra le due zone si genera un dislivello di pressione: ora, però, la situazione barica è esattamente invertita rispetto al caso diurno, poiché la pressione più alta è sulla terraferma, per cui il vento soffia dall’entroterra verso il mare. Tuttavia, a causa del minore scarto barico esistente tra l’alta pressione marina e la bassa costiera, l’intensità della brezza terrestre è circa la metà di quella di mare. Tra giorno e notte l’avvicendarsi dei due tipi di brezza è caratterizzato da qualche ora di momentanea calma di vento.

Autore : Prof Pier Paolo Talamo

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