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REPORTAGE: grandinata rovinosa sulle Colline Romane, le voci della gente, i danni ai vigneti...

A soli dieci giorni di distanza dalla tempesta di vento che aveva flagellato la periferia sud-est della Capitale, un nuovo accanimento degli agenti atmosferici fa registrare sulla zona una grandinata che semina danni e distruzione ovunque.

In primo piano - 8 Giugno 2005, ore 11.32

Le colline romane che cingono a sud-est i confini dell'Agro Romano, separando di fatto la bassa valle del Tevere da quella del Sacco, tornano alla ribalta. E lo fanno a una manciata di giorni di distanza dalla tempesta che, domenica 29 maggio, aveva investito anche la periferia orientale della Capitale, seminando danni e distruzione soprattutto a causa del forte vento. Stavolta è toccato invece alla grandine colpire le medesime zone, ma senza toccare la città, risparmiata veramente per una manciata di chilometri. Un cumulonembo di mastodontiche dimensioni si sviluppa sui Monti Lepini già dalla mattinata, e avviluppa in una morsa spaventosa Colli Albani e Pianura Pontina. E' un temporale da fronte freddo accompagnato dalla corrente a getto, e reso da quest'ultima particolarmente pericoloso perché ad asse obliquo anziché verticale. Nel giro di poco tempo a Velletri e Lariano viene giù il finimondo, con oltre 100mm di pioggia in un paio d'ore! Seguono le grandinate di Cisterna prima e Genzano poi. E' solo il preavviso. Subito dopo, sul versante nord dei Castelli Romani, e precisamente nel territorio comunale di San Cesareo, si registra una grandinata che per dimensioni dei chicchi e per intensità del fenomeno non si ricordava dalla fine degli Anni Settanta! Al suolo si depositano in media 4cm di grandine, ma laddove questa viene ammassata dalle acque ruscellanti si misurano accumuli di 10cm e oltre! I chicchi in media misurano un diametro di 1,5 cm, i più grandi superano i 3 cm! L'accumulo continuo al suolo si mantiene, nonostante le due ore di pioggia scrosciante che seguiranno, fino a sera. Il dato che lascia tuttavia a bocca aperta è quello termico: la colonnina di mercurio scende dai 24°C delle ore 15 ai 13°C delle ore 17! E dire che l'umidità relativa un'ora prima del cataclisma non superava il 35%! La precipitazione con grandine assoluta dura solo 5 minuti, ma è sufficiente a seminare distruzione nei raccolti e non solo. Segue una mezzora scarsa di pioggia mista a grandine, con chicchi stavolta più piccoli: è il colpo di grazia! Si contano danni ingenti a colture, piantagioni, prati, giardini e quant'altro. I vigneti, particolarmente importanti per la produzione dei noti vini bianchi Zagarolo e Colonna, sono letteralmente massacrati. La grandine tritura tutto ciò che incontra al suo passaggio: percorrendo la Via Casilina tra Colonna e Labico, ci si rende conto che non esiste un fiore o un piccolo arbusto che sia scampato alla strage. Altro colpo di grazia è quello inferto alle ciliegie, in raccolta proprio in questo periodo. Non sono da meno i danni alla carrozzeria delle automobili: non c'è stato il tempo materiale per metterle a riparo alle prime avvisaglie della grandinata. Ai proprietari delle autovetture non è rimasto che mettersi le mani nei capelli. In compenso, c'è chi si dice contento per averla scampata senza danni per la propria salute: "Con una grandinata così, improvvisa e senza pioggia, non c'era altro da fare che mettersi al riparo. Chicchi così grandi e pesanti possono provocare ferite importanti, specialmente alla testa". I pedoni, infatti, colti dallo spavento per l'improvvisa precipitazione, si sono messi letteralmente in fuga, rifugiandosi nei negozi più vicini. Si è assistito a scene di grande spavento al cadere dei primi chicchi di grandine, grandi e pesanti come palline da ping-pong. Ecco il racconto di un ragazzo, uscito per comperare del latte in un bar: "Non ho avuto il tempo di rendermi conto di ciò che stava per succedere, che sono stato colpito da diversi oggetti alla testa. Pensavo fossero sassi, oppure che qualcuno dai balconi mi stesse facendo qualche brutto scherzo... Il tempo di capire che era grandine, ed ecco che la precpitazione è venuta giù in tutta la sua inaudita violenza. Fortunatamente il bar era lì a due passi...". Una signora del posto, che stava lavorando nei campi, ci rivela con estremo stupore le medesime sensazioni: "Pensavo che qualcuno, in vena di scherzi, mi stesse tirando addosso dei sassi. Quando mi sono resa conto che trattavasi di grandine, mi sono rifugiata nel tinello, ma per la vigna non c'è stato nulla da fare... Sembrava incredibile, cadeva grandine come fossero sassi, senza una goccia di pioggia; poi è arrivato il finimondo". Infine, un contadino ci dice addolorato: "Non ho mai visto nulla di simile negli ultimi venticinque anni. Di grandinate ne avevo viste, ma non così. L'ultima paragonabile a questa è arrivata alla fine degli Anni Settanta, mi sembra nel '76, e provocò danni ingenti... E non dimentichiamoci che è roba di soli dieci giorni fa la tromba d'aria (raffiche di downburst, ndr) che ha divelto alberi e cartelloni pubblicitari. Cosa c'è? Dobbiamo preoccuparci? Il clima sta impazzendo veramente?". Nel frattempo, da una Roma baciata dal sole e solleticata da un venticello per nulla sgradevole, era visibile un enorme ammasso cumuliforme che avvolgeva tutti i Castelli Romani. In molti si sono fermati a fotografare o semplicemente ad osservare la nube, tanta era la sua apparente bellezza. Chi avrebbe mai immaginato la distruzione che si stava consumando ai suoi piedi?

Autore : Emanuele Latini

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