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Ragioniamo insieme sulle correnti in arrivo...

Interessante e classica l'evoluzione delle correnti da nord-ovest prevista sull'Italia per i prossimi giorni.

In primo piano - 15 Dicembre 2004, ore 09.50

Correnti da nord-ovest al settentrione, una conca depressionaria sul centro-sud ma tutto molto rapido ed evolutivo. Questa la sentenza emesse dalle carte in nostro possesso sino alle festività natalizie, in attesa di una probabile radicale svolta attesa dopo il Santo Stefano. Cercherò di spiegare cosa si vede da questa esplicativa carta meteo, che userò a scopo unicamente didattico. Abbiamo allora l'alta delle Azzorre in lenta ritirata verso l'Atlantico ma ancora baldanzosa giacchè la depressione nord-europea è altrettanto vivace: è il solito gioco dei vasi comunicanti. Vedete bene come protenda un naso a nord delle Alpi, indice di tendenza a stau sul pendio nord-alpino e al Favonio sul versante alpino italiano. La corrente a getto, che nella carta non è tracciata, a 300hPa scende in direzione delle Alpi francesi scaricherà tutta l'umidità e dunque le precipitazioni nella zona del Bianco con fenomeni nevosi anche nei primi km del versante italiano, diciamo tra la Val Ferret, la Val Veny e fino a Pré Sant-Didier, sotto è Favonio. Guardate anche il minimo di 994 hPa al suolo sull'Inghilterra, nato proprio nel punto di occlusione tra fronte caldo e fronte freddo. Si tratta di un sistema frontale relativamente giovane e dunque in fase evolutiva, come dimostra il suo settore caldo piuttosto ampio. Sono anche veloci. Il minimo giovane, formatosi nel punto di occlusione, non segue i movimenti della depressione madre in quota giradogli intorno, ma si muove nella direzione indicata dalle isobare nel settore caldo. Il sistema frontale finirà in ogni caso per subire la deformazione determinata dalla presenza dell'arco alpino, la forte corrente da ovest-nord-ovest subirà un temporaneo rallentamento e si genererà nella conca depressionaria un nuovo minimo, che domenica insisterà per qualche ora al centro-sud, prima di abbandonare l'Italia inseguito da venti freddi nord-occidentali. Sull'Appennino cadrà un po' di neve, dapprima oltre i 1300m, poi anche fin verso gli 800-900m ma a fine episodio. Lunedì la corrente da nord-ovest soffierà impetuosa e fredda lasciando l'Italia con cielo sereno. Si tratta di aria di origine artica marittima, freddina, ma non gelida. Un nuovo sistema frontale raggiungerà le Alpi martedì 21 portando altre precipitazioni sui versanti esteri e poi al centro-sud. Una famigliola di cicloni in piena regola che porterà molta neve sui versanti francesi e svizzeri francesi delle Alpi, proprio per l'alternanza di avvezioni calde e fredde. Un brusco rallentamento ed una maggiore ondulazione delle correnti si dovrebbe invece avere dopo Natale con una circolazione sempre più fredda pronta ad investire l'Europa centrale e forse anche l'Italia.

Autore : Alessio Grosso

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