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Quando potrebbe esserci una rivoluzione barica sull'Europa?

Uno sguardo alle previsioni relative al medio ed al lungo termine, basandoci sulle linee di tendenza emesse dal centro di calcolo americano ed europeo.

In primo piano - 7 Aprile 2015, ore 11.40

L'aria fredda che in queste ore affluisce sull'Italia, sarà destinata ad avere una breve durata, ben presto "stritolata" dall'alta pressione delle Azzorre che a piccoli passi tenderà ad espandersi verso i settori centrali del Mediterraneo, determinando già dalle prossime ore un aumento delle temperature a partire dalle regioni settentrionali italiane. Nulla di particolarmente eclatante, questo anticiclone non sarà certamente dei più potenti, tuttavia avrà un percorso evolutivo differente rispetto alle settimane ed ai mesi passati, denunciando forse un tentativo più spinto della natura a voler operare un cambio pattern verso scenari assestati in modo più stabile alla primavera.

Le impennate d'aria calda che hanno caratterizzato le vecchie fasi anticicloniche, hanno infatti riguardato con particolare vigore le aree occidentali del continente, riferendoci nello specifico alla penisola Iberica mentre QUESTO anticiclone previsto interessarci dalla seconda metà della settimana, tenderà a trasferire il calore su tutta l'Europa. Quest'ultimo inizialmente sarà relegato all'oceano Atlantico ed alla Penisola Iberica (situazione attuale), per poi dilagare verso i settori centrali dell'Europa e del Mediterraneo (venerdì 10 aprile) . L'ultimo step sarebbe rappresentato dall'avanzamento del fronte d'aria mite sin verso l'area balcanica, previsto grossomodo entro il prossimo weekend. (sabato 11 - domenica 12)

In buona sostanza tenderebbe a richiudersi la falla barica sull'Europa orientale
, queste zone pertanto diverrebbero soggette alla prima, decisa incursione d'aria mite primaverile.

Si tratterebbe questo di un traguardo che sinora nessun anticiclone era stato in grado di raggiungere nelle settimane precedenti,
un traguardo che potrebbe portare nel futuro ad uno stravolgimento dei centri motori del tempo perturbato sull'Europa e sul Mediterraneo. Ci riferiamo in particolar modo al riassorbimento del polo depressionario scandinavo ed est europeo, con la possibile riattivazione di una maggiore attività ciclonica di stampo oceanico, quest'anno latitante da diversi mesi.


Autore : William Demasi

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