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Quando le correnti si inceppano, prima metà di marzo spesso piovosa?

L'analisi a lungo termine ci mette di fronte ad alcuni punti deboli nella circolazione generale dell'atmosfera. Ne conseguirebbe la possibilità di assistere a situazioni bloccanti con il tempo sintonizzato su una lunga fase non fredda ma spesso piovosa.

In primo piano - 26 Febbraio 2009, ore 09.12

Dopo il totale cambio della guardia che sta disegnando nuovi scenari sullo scacchiere euro-atlantico, l'accelerazione della corrente a getto e il relativo approfondimento del vortice polare sono ormai cosa fatta. I flussi depressionari incernierati nelle veloci e poco ampie onde perturbate tenderanno a rimanere calamitati verso le alte latitudini ma un occhio attento gettato sulle carte riesce subito a capire che qualcosa non quadra in questo nuovo progetto atmosferico. Tanto per iniziare nessun anticiclone si ergerà sul Mediterraneo pure avendo a disposizione un campo di pressioni in fase di rialzo. Questo permetterà quindi alle storm tracks, i canali perturbati cui abbiamo appena accennato, di non prendere il volo alle alte latitudini ma di rimanere piuttosto radenti all'Europa centrale. Tutto ciò favorirà qualche pennellata nuvolosa senza colpo ferire anche sull'Italia ma nel frattempo, e siamo nella prima settimana di marzo, un altra pedina importante metterà in scacco le malavoglie del bel tempo. Si tratta ancora una volta di quel blocco ostinato che prende forma sull'oceano Atlantico e sbarra la via alle correnti a getto in uscita dal continente nord-americano. La radice di questo blocco può essere ricercata sia nella contemporanea e gemellare campana di alta pressione in rinforzo dall'altra parte dell'emisfero, ossia sul Pacifico all'altezza delle Aleutine, si dalle temperature superficiali del Pacifico settentrionale che dal relativo angolo di impatto contro le Montagne Rocciose nord-americane, disturbo contemplato dai valori "mountain torque" ma non solo. A questo anche l'Atlantico ci metterà del suo con la sua pancia tiepida e i suoi bordi orientali freddi. Tutto andrà a ricostruire un bel blocco che farà risalire l'anticiclone atlantico fin verso Islanda o addirittura Groenlandia. La risposta depressioanria non tarderà a farsi sentire e punterà il proprio asse sull'Europa occidentale e sull'adiacente braccio di Mediterraneo. Ecco pertanto sulla nostra Penisola che le correnti si disporranno dai quadranti sud-occidentali inviando a più riprese attivi corpi nuvolosi carichi di precipitazioni. Il tutto a partire dal 4-6 marzo. Non aspettiamoci la neve in pianura naturalmente, tuttavia teniamo presente che le nostre montagne, segnatamente le Alpi, potranno godere di ulteriori apporti nevosi fino alle quote medie. Il nostro meridione invece assisterà ad un sensibile rialzo delle temperature, dell'ordine di 5-6 gradi rispetto ai valori odierni. Tutto regolare, ormai saremo già entrati di diritto nell'area di competenza delle primavera meteorologica.

Autore : Luca Angelini

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