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Quando i giochi di nubi vengono fatti passare per scie chimiche

Curiosa manifestazione disegnata nelle nubi d'alta quota, dovuta ad un particolare quantunque naturale processo fisico.

In primo piano - 3 Novembre 2011, ore 13.08

Le stranezze del cielo spesso si rivelano agli attenti osservatori con manifestazioni assolutamente "inedite". E' il caso di questo buco nel tessuto nuvoloso che è stato immortalato il 29 agosto 2010 dal nostro lettore Giampiero Chierici sui cieli del Mantovano.

Di cosa si tratta? Ufo? Scie chimiche? Niente di tutto questo: si tratta di un fenomeno assolutamente naturale noto agli addetti ai lavori come "Fallstreak hole". Vediamo a cosa è dovuto.

Anzitutto dobbiamo tener presente che gli strati nuvolosi coinvolti nel processo sono due, uno sovrapposto all'altro: il primo, a quota leggermente più elevata, si identifica con quei filamenti nuvolosi sottili visibili anche all'interno del buco noti come cirri. Subito sotto e tutto intorno una consistente banda di cirrocumuli.

Ebbene, analizzando il flusso alle quote superiori, abbiamo notato un sottile cuscino di aria calda e umida che scorreva tra due strati di aria più fredda e secca, l'uno sopra e l'altro sotto. La leggera instabilizzazzione dovuta a questa stratificazione, unitamente al riscaldamento diurno e ad una ondulazione prodotta per motivi orografici su larga scala, ha causato la discesa di alcuni pacchetti di aria fredda verso il basso.

In sostanza si sono formate piccole "virga" formate da aghetti di ghiaccio che dai cirri sono cadute sopra i cirrocumuli. La presenza in quest'ultimo strato nuvoloso, di alcune particelle di acqua sopraffusa, ossia allo stato liquido pur in ambiente sotto zero, ha innescato il fenomeno.

Gli aghetti di ghiaccio, cadendo sopra le goccioline sopraffuse, le hanno inglobate al loro interno e, con un processo noto come accrezione, hanno causato l'aumento di peso di queste ultime, le quali sono precipitate a loro volta verso il basso disfacendo in tal modo il tessuto nuvoloso. Tale processo si è poi allargato come una macchia d'olio interessando gli strati adiacenti e creando quindi il buco. 

La legge fisica di Bergeron-Findeisen ci dà un'ulteriore suggerimento, poichè ci fa notare che all'aumento dei cristalli di ghiaccio all'interno della nube, corrisponde la proporzionale evaporazione di altrettante goccioline sopraffuse. Ne deriva un ulteriore allargamento del nostro buco che si manifesta in tutto il suo stupefacente e spettacolare alone di mistero.


Autore : Luca Angelini

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