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Quale sarà l'evoluzione del tempo nel fine settimana?

E' molto difficile tracciare una linea di tendenza attendibile.

In primo piano - 17 Febbraio 2004, ore 11.49

La situazione a livello della circolazione atmosferica generale si sta ingarbugliando sempre più con il passare delle ore; i modelli matematici stanno facendo molta fatica ad individuare una previsione affidabile oltre le 36-48 ore di scadenza, e cercano di trovare una soluzione univoca, una soluzione che per adesso non sembra arrivare. A cosa è dovuto tutto questo caos? Difficile dirlo, ma con tutta probabilità la presenza di ben due gocce fredde in prossimità del Mediterraneo e dell’Italia sta portando un po’ di scompiglio; queste perturbazioni sono difatti molto complesse e difficilmente individuabili nella loro evoluzione, perché sono costituite da aria molto fredda in quota, una condizione questa che porta spesso ad una situazione di tempo molto instabile. Comunque gran parte delle considerazioni fatte nei giorni scorsi continuano ad essere valide, anche se solamente a grandi linee; vediamo per quale motivo: innanzitutto il Burian, quel vento freddo che sta per muoversi dalle steppe siberiane in direzione dell’Europa, non colpirà più le nostre regioni, in particolare quelle centro-meridionali, proprio perché i primi refoli di vento verranno catturati da una goccia fredda presente sulla Francia, deviandoli più a nord della traiettoria originale. Il loro effetto si farà però sentire in altri termini; difatti l’aria fredda invaderà la Germania e poi la Francia nella giornata di domani, per poi sfociare addirittura sull’Atlantico; la risposta sul Mediterraneo sarà data da correnti umide da ovest che porteranno un peggioramento del tempo anche sull’Italia, a partire da nord, nella giornata di mercoledì, con una depressione sul Golfo Ligure, che successivamente catturerà parte della massa fredda dalla Valle del Rodano, utile per alimentarsi. E nel lungo termine cosa ci attende? La pressione aumenterà rapidamente sui Balcani fra venerdì e sabato (quindi questa versione sembra essere confermata a pieno); di conseguenza sull’Italia i venti si orienteranno da est o sud-est, anche a causa dell’ulteriore approfondimento di un vortice sulla Penisola Iberica. L’anticiclone atlantico invece dove andrà? Dopo aver dato una mano nel far scendere l’aria fredda sull’Europa spostandosi verso il Mare del Nord, se ne tornerà lentamente in aperto Oceano, mantenendosi però a latitudini elevate; in tal modo continuerà a “pompare” aria artica marittima dal Mare di Norvegia verso sud, in una direzione ancora non ben definibile. Come vedete quindi i punti cardine della previsione a medio e lungo termine (posizione delle principali figure bariche, come anticiclone atlantico, anticiclone balcanico e depressione spagnola) sono stati confermati; è però bastata una piccola variazione nella posizione di una perturbazione (200-300 km, non di più) per sconvolgere la previsione dettagliata. E’ anche per questo motivo che vi invitiamo a seguire sempre tutti gli aggiornamenti, soprattutto in situazioni in cui intervengono correnti da est, evoluzioni nelle quali intervengono fattori atmosferici piuttosto inconsueti.

Autore : Lorenzo Catania

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