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Prospettive nucleari per rispettare Kyoto: l'Unione Europea lo promuove, la Francia ne ricava il 78% dell'energia elettrica necessaria al fabbisogno

L'Italia al palo ma forse non ancora per molto. Intanto continuano gli studi sul procedimento di fusione.

In primo piano - 29 Ottobre 2007, ore 10.44

Se si guarda al futuro, al prossimo secolo, quando molti di noi saranno comunque defunti, l'idea di un nucleare da fusione non dovrebbe più essere un sogno. L'obiettivo è di ottenere la fusione di due atomi di idrogeno in un unico atomo di elio. Con questa tecnologia un grammo di combustibile sarà in grado di sviluppare l'energia equivalente a 45 barili di petrolio. Di fatto il combustibile deriva dalla normale acqua di mare, quindi da una fonte praticamente infinita. Inoltre le quantità di scorie radioattive e di emissioni sono decisamente minime. E' un procedimento che vede quasi tutti favorevoli ma come al solito quando si è d'accordo su qualcosa, questa si dimostra irrealizzabile in tempi brevi. Infatti la fusione richiede temperature elevatissime e malgrado siano stati investiti oltre 20 miliardi di dollari in questo settore di ricerca, finora si è ottenuto solo il 10% della potenza laser necessaria per produrre energia. Tale energia sarà dunque disponibile non prima del 2050 ad essere ottimisti e non prima del 22° secolo ad essere pessimisti. Così si riparla di nucleare tradizionale, giudicata dall'Unione Europea fonte indispensabile per raggiungere gli obiettivi di Kyoto. Presente in 15 Paesi dell'Unione su 27, 9 dei quali programmano nuovi impianti, garantisce oltre il 30 per cento dei consumi elettrici dell'Unione Europea. E i verdi sono stati battuti dalle cifre: nel Regno Unito il 20% dell'energia elettrica è prodotto con il nucleare, nel Belgio il 55%, in Francia ben il 78%, la Slovenia il 42%, in Spagna il 19%, in Finlandia il 32%, in Svezia il 44%, in Lituania il 70%, in Germania il 29%, in Slovacchia il 56%, in Ungheria il 37%, in Bulgaria il 44%, bassa la percentuale Rumeno e Olandese, a zero naturalmente quella italiana. Il Parlamento europeo ha approvato dunque a larga maggioranza il documento per il rilancio del nucleare (509 si, 153 no). Secondo l'Unione Europea l'uranio dovrebbe durare per altri 200 anni ma la cosa importante è puntare sulla SINERGIA tra NUCLEARE ed ENERGIE INTEGRATE (rinnovabili). Senza nucleare conclude la risoluzione Ue "non si potranno conseguire nei tempi stabiliti gli obiettivi di riduzione dei gas serra". Anche in Turchia il Parlamento si è mosso in tal senso e presto (appena il Presidente Gul darà l'ok) con tutta probabilità si provvederà a costruire centrali.

Autore : Report di Alessio Grosso

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