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Prosegue la dinamicità atmosferica anche tra gennaio e febbraio

Esauriti gli effetti portati dall'aria fredda di origine polare marittima, una parziale distensione anticiclonica sui settori europei occidentali, potrebbe essere seguita da una nuova ingerenza di masse d'aria fredda provenienti da nord o da nord-ovest, con effetti ancora da valutare.

In primo piano - 20 Gennaio 2015, ore 18.40

Nelle prossime ore l'Italia verrà raggiunta da un nuovo "pacchetto" d'aria fredda responsabile di un peggioramento delle condizioni atmosferiche con effetti centrati soprattutto al centro ed al nord. Nelle ultime ore un certo raffreddamento delle temperature si è manifestato soprattutto nelle regioni settentrionali, anche se appare forse esagerato parlare di "cuscinetto" d'aria fredda. Il calo termico verificatosi nelle ultime ore sarà comunque sufficiente a conservare il fiocco di NEVE sino a quote prossime alla pianura, soprattutto sul Piemonte.

La fase "clou" delle precipitazioni sarà raggiunto tra il pomeriggio di domani, mercoledì 21 gennaio, e la mattinata di giovedì 22, con fenomeni concentrati soprattutto al centro ed al nord Italia. Manifestazioni temporalesche saranno comunque possibili anche al centro-sud, in questo frangente la nuvolosità si presenterà più irregolare, associata a qualche schiarita.Tra venerdì 23 e domenica 25, il centro motore delle depressioni andrà spostandosi sul basso Mediterraneo centro-orientale, i fenomeni andranno quindi migrando sulle regioni di mezzogiorno, laddove insisterebbero almeno sino martedì 27.

Lo spostamento del baricentro depressionario dai settori settentrionali a quelli meridionali del Paese, sarà agevolato da un rinforzo delle vorticità tipicamente legate al lobo canadese del Vortice Polare. Questo rinforzo determinerà tra le altre cose, una parziale distensione dell'alta pressione oceanica verso la penisola Iberica. Questo anticiclone al momento non è previsto estendersi in modo deciso verso l'Italia.

Le ultime previsioni mostrano un parziale trasferimento di queste vorticità dai settori atlantici settentrionali, dal Canada orientale e dalla penisola Groenlandese sin verso la penisola Scandinava e forse l'Europa orientale. L'Italia potrebbe esserne marginalmente interessata, l'alta pressione delle Azzorre reciterebbe un ruolo marginale, interessando essenzialmente la sola penisola Iberica.



Autore : William Demasi

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