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Prosegue l'instabilità con ulteriori apporti nevosi su Alpi ed Appennino sino a bassa quota

Diminuiscono le quotazioni a favore dell'alta pressione sull'Europa, una nuova fase perturbata farà capolino sull'Italia tra sabato 21 e lunedì 23 febbraio. Vediamo nel dettaglio.

In primo piano - 16 Febbraio 2015, ore 17.45

Tende a concludersi la fase instabile che ci ha accompagnati in questo fine settimana, distribuendo altri preziosi centimetri di neve lungo le Alpi ed il nostro Appennino. L'alta pressione in arrivo dall'Atlantico chiuderà ben presto i rubinetti dell'aria fredda sull'Italia, determinando un aumento temporaneo delle temperature in quota ed un generale miglioramento delle condizioni atmosferiche su tutto il Paese. La fase anticiclonica che ci apprestiamo a vivere, riguarderà il nostro Paese essenzialmente tra domani, martedì 17 febbraio e venerdì 20.

In seguito verrebbe lasciato spazio all'ingresso di un nuovo sistema perturbato dalle origini oceaniche. L'aumento della pressione e del campo geopotenziale a livello europeo, sarà favorito da un temporaneo rinforzo della corrente a getto occidentale, prevista scorrere piuttosto vivace sulle alte latitudini.

In un contesto dove "la zonalità" delle correnti, e quindi la tendenza della circolazione atmosferica a voler manifestare una forte oceanicità, attraverso una ventilazione prevalentemente occidentale, impedirà anche per la rimanente parte di febbraio di imbatterci nel rischio d'avere intense ondate di freddo con target i settori centrali ed occidentali europei. Mancheranno quindi azioni veramente intense di freddo ma al tempo stesso latiteranno anche gli anticicloni che diverranno protagonisti temporanei del palcoscenico europeo. Da qui entro la fine di febbraio stimiamo il transito almeno di un paio di sistemi ciclonici in grado di apportare altra neve sulle nostre montagne, mantenendo il quadro termico sostanzialmente IN LINEA col periodo stagionale.

Il primo di questi impulsi è previsto interessarci entro il prossimo weekend e sarebbe determinato da una nuova frenata della corrente a getto occidentale alle alte latitudini. Una frenata che determinerebbe la creazione di un'ondulazione più decisa, con target i settori centrali europei. Ancora indecisa la sorte dell'Italia, se l'affondo dovesse risultare più occidentale, sarebbe logico aspettarsi un guasto del tempo più organizzato sul bacino centrale del Mediterraneo, con una nuova perturbazione pronta a coinvolgere i settori centrali e settentrionali italiani. In caso di affondo più orientale, avremo un coinvolgimento più netto dei settori centrali e meridionali adriatici, compreso il basso Tirreno e la Sicilia. In questo caso la ferita andrebbe rimarginandosi più in fretta, lasciandoci sotto tiro di una modesta rimonta anticiclonica già entro martedì 24 febbraio.

Il secondo passaggio, con modalità ancora tutte da verificare, ci interesserebbe entro fine febbraio.

Seguite gli aggiornamenti. 


Autore : William Demasi

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