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Prosegue il raffreddamento siberiano, varcato il muro dei -30°C

Al via la formazione dell'anticiclone termico siberiano appena al di la dei monti Urali? Pare proprio di sì.

In primo piano - 23 Ottobre 2013, ore 11.45

L'accorciamento delle giornate e la presenza di una attiva circolazione d'aria fredda artica alle quote superiori, sta mettendo in moto quel processo che porterà ben presto alla creazione del primo strato di freddo pellicolare al di sopra delle vaste pianure della Siberia centrale ed orientale. La formazione delle prime intense inversioni termiche agevolate dall'effetto albedo, rappresentano il primo step che porterà alla probabile formazione dell'anticiclone russo-siberiano durante il periodo tardo autunnale. 

Come già anticipato negli aggiornamenti delle settimane passate, un precoce raffreddamento dell'area siberiana orientale, ha messo in moto una serie di processi che stanno agevolando oltremodo la costituzione di un vasto manto nevoso. Nelle ultime settimane, complice le continue invasioni di aria artica, la superficie ricoperta di neve farinosa è cresciuta ulteriormente sino ad occupare una vasta zona. Attualmente il manto nevoso il cui spessore è variabile dai 3-4 cm sino ai 15-20 cm delle zone più settentrionali, è esteso dai settori appena ad est degli Urali, (Lapponia compresa) sino agli estremi settori orientali siberiani. Le prime nevicate stanno ora riuscendo a coinvolgere anche i settori più meridionali del continente euroasiatico, spingendosi sino alla Mongolia con spolverate di neve qua e la sino al fondovalle. 

L'azione di rovesciamento freddo dalle quote superiori verso il suolo operata dalla presenza di un attivo lobo del Vortice Polare sul continente euroasiatico, continuerà a garantire anche nei prossimi giorni un certo apporto di freddo dalla quota verso il suolo, associato a nuove nevicate. Questo processo regalerà linfa vitale alle inversioni termiche che diverranno via via più massicce, agevolate dalla lunga notte polare. 

Proprio il massiccio innevamento che si estende per centinaia di chilometri quadrati, sta contribuendo ad attivare la "macchina del gelo", alimentando la stratificazione del freddo pellicolare, prodromo di quello che, in futuro, potrà essere l'anticiclone russo-siberiano. 

Sulla Jacuzia, area della Siberia ripetutamente interessata dalle scorribande nevose regalate da una forte ingerenza delle gelide maglie del Vortice Polare Troposferico, la temperatura è scesa molto vicina alla soglia dei trenta gradi sotto lo zero (-28°C -29°C registrati negli ultimi giorni). Ulteriori cali della temperatura sono attesi nei prossimi giorni, portando così la temperatura a varcare diffusamente il fatidico muro dei trenta sotto zero. Questo "muro" è già stato varcato nelle località di Verhojansk e Suhana, rispettivamente con -31.8°C e -30.8.

Nei prossimi giorni l'ulteriore accorciamento della durata del giorno e la persistenza del manto nevoso ben ancorato al suolo, favorirà l'ulteriore abbassamento delle temperature sull'intero territorio siberiano, ponendo le basi alla formazione del grande anticiclone termico siberiano. 


Autore : William Demasi

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