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Probabile ritorno dell'anticiclone africano sulla nostra penisola

Prosegue la lunga fase di stabilità atmosferica in chiave estiva che ormai da diverso tempo interessa il nostro Paese. In questi giorni saremo interessati dalla propaggine più orientale dell'anticiclone delle Azzorre, ma ben presto tornerà a farsi sentire la componente termica di stampo africano, responsabile di un nuovo aumento della temperatura particolarmente avvertibile alle quote superiori ma anche al suolo.

In primo piano - 12 Luglio 2015, ore 17.00

La storia si ripete e la circolazione atmosferica si dimostra ancora una volta pigra e tendenzialmente propensa a percorrere le stesse vie già sperimentate in precedenza. Sotto un certo punto di vista possiamo affermare che la recente ondata di forte calura protagonista dell'Europa e del Mediterraneo, abbia di fatto lasciato un'impronta, una sorta di traccia non solo nel terreno e nelle temperature marine ma anche nell'atmosfera. Negli effetti pratici possiamo riferirci ad un vero e proprio innalzamento delle fasce anticicloniche subtropicali, tale da inglobare gran parte del Mediterraneo, rendendo assai difficile la penetrazione dei sistemi frontali sul nostro Paese. 

Tale situazione relativa al mese di luglio non deve stupire più di tanto; stiamo infatti parlando della mensilità statisticamente più stabile ed anticiclonica dell'intero anno, un periodo che nella sua "quasi" totalità, deve (o dovrebbe) essere interessato da anticicloni piuttosto tenaci. L'elemento anomalo risiede non tanto sull'effettiva durata e persistenza degli anticicloni che, come abbiamo detto, rientra nelle normali caratteristiche del periodo attuale. L'anomalia spicca soprattutto dal quadro termico che risulta costantemente sbilanciato verso l'alto, con l'andamento medio delle temperature attestato sopranorma rispetto alla normalità climatica del periodo.

Una seconda ondata d'aria calda africana entrerà in gioco entro la prossima settimana, ancora una volta innescata dallo sprofondamento delle masse d'aria più fresca oceanica in corrispondenza degli estremi settori occidentali europei. Queste masse d'aria avranno forte difficoltà a raggiungere il nostro comparto d'Europa, un'impresa resa difficoltosa sia dal sopraccitato innalzamento delle fasce anticicloniche subtropicali, sia dalle caratteristiche intrinseche della circolazione atmosferica attuale, caratterizzata da una scarsa zonalità, cioè uno scarso tiraggio dei venti occidentali provenienti dall'oceano a scapito di una circolazione maggiormente orientata sugli scambi meridiani e quindi sul trasporto delle masse d'aria da sud verso nord o viceversa.
 


Autore : William Demasi

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