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PRINZI: "effetto serra antropico? Un madornale abbaglio pseudoscientifico collettivo"

Giovanna Canzano intervista Giorgio Prinzi sul cambiamento climatico e le scelte energetiche.

In primo piano - 24 Ottobre 2008, ore 11.46

CANZANO - La Terra con la sua atmosfera, in particolare in riferimento a taluni suoi componenti, può essere paragonata ad una sorta di serra che gira intorno al sole? PRINZI - Assolutamente no! La definizione di "gas serra" è meramente immaginifica, e si riferisce alla caratteristica di questi gas di assorbire determinate bande dell'energia radiante che li investe, restituendola, con un ritardo comunque estremamente breve, in un'altra banda di frequenza. Il vetro lascia passare la banda del visibile, che è il grosso della radiazione entrante, mentre impedisce la fuoriuscita dell'irraggiamento infrarosso, che è il grosso della radiazione in uscita. Nelle vere serre il "viraggio di banda" tra entrante ed uscente non è ingenerato dal vetro, ma dalla materia organica (le piante) ed inorganica (suolo, pietrame, ed altro) che si trova all'interno della serra, che assorbe, scaldandosi, la banda del visibile, mentre in fase di raffreddamento emette energia, secondo note leggi della fisica, nella banda dell'infrarosso, alla quale - come dicevamo - il vetro è opaco (ne impedisce il passaggio), per cui essa rimane intrappolata all'interno della serra, che poi comunque si raffredda lo stesso secondo altri meccanismi di trasmissione del calore. Non appare neppure pertinente la dizione di "gas serra", concettualmente fuorviante perché assimila il loro comportamento ai vetri delle serre, che è - lo ribadiamo con enfasi - di tutt'altra natura e si verifica secondo meccanismi notevolmente diversi. CANZANO – A quando risale questa definizione? PRINZI - La dizione meramente immaginifica risale, infatti, ad un periodo in cui sia l'anidride carbonica che il vapor d'acqua, che vengono generati nella combustione degli idrocarburi, non venivano, in quanto componenti dell'atmosfera, considerati inquinanti e, soprattutto, non si attribuivano loro potenzialità in grado di influire sugli andamenti climatici di medio e lungo periodo. L'atmosfera, si diceva secondo una dizione introdotta nel 1824 dal fisico Jean Baptiste Fourier e senza porsi i problemi di effettiva rispondenza fisica del fenomeno alle luce delle attuali conoscenze che al tempo non si avevano, funge da "serra planetaria", impedendo alla Terra un rapido e brusco raffreddamento.Questo non è, a mio parere, l'unico errore concettuale di fondo. Nell'ambito della stessa immaginifica definizione di "effetto serra" si pone l'accento quasi esclusivo sul ruolo che nel fenomeno gioca l'anidride carbonica, che non è l'unico componente (od inquinante) che presenta bande di assorbimento e di emissione nello spettro del bilancio radiatico terrestre; maggior "impatto serra" (spettro più ampio) è dovuto al vapore acqueo, che oltre ad essere la "principale" componente dei cosiddetti gas serra è presente in quantità variabili con valori massimi che sono funzione della temperatura, nel senso che crescono con l'incremento della temperatura. Se effettivamente la funzione regolatrice della temperatura terrestre in prossimità del suolo e negli strati più bassi dell'atmosfera fosse regolata dai meccanismi del cosiddetto effetto serra le banalissime e comunissime variazioni di umidità avrebbero allora un effetto devastante sulla stabilità del clima,ben superiori a quelle affatto trascurabili del ruolo del vapor d'acqua nelle intemperie e nelle perturbazioni, tra le quali quelle vorticose particolarmente violente. CANZANO Allora cosa è l'equilibrio radiatico? PRINZI In realtà non è concettualmente pertinente il concetto di mero e semplice equilibrio radiatico tra Terra (radiazione emessa) e Sole (radiazione incidente), che dovrebbe semmai venire ampliata all'energia che la Terra scambia non solo con il Sole, ma con tutti gli altri corpi celesti, la cui influenza non sembra del tutto trascurabile, in quanto potrebbe influire sul flusso di energia termica "endogena" (proveniente dall'interno della Terra, ma non necessariamente da cause interne) che, sommandosi all'energia ricevuta dallo spazio, sarebbe, come dicevamo prima, in grado con sue presunte variazioni di influire sul livello termico (temperature e loro media) del pianeta. CANZANO - Quali sono i punti deboli della teoria dell'effetto serra? PRINZI - La teoria dell'effetto serra non spiega molte cose, in particolare le fluttuazioni riscontrate nei ghiacci millenari che testimoniano di variazioni rilevanti dell'anidride carbonica atmosferica in periodi nei quali le attività antropiche producevano trascurabili emissioni. Una spiegazione migliore viene fornita da un'alquanto recente teoria alla quale è stato dato il nome di "effetto dinamo". CANZANO – In cosa consiste questa teoria? PRINZI - Le sonde Pioneer nel 1973 e Voyager nel 1979 hanno rilevato che Giove emette sotto forma di radiazione più del doppio dell'energia che riceve dal Sole. Essendo la sua massa troppo piccola per consentire l'innesco di reazioni termonucleari, quali quelle che hanno luogo nel Sole, il fenomeno deve venire spiegato in altro modo. Al fenomeno è stato dato l'immaginifico nome di "effetto dinamo", perché in analogia di quanto avviene con una dinamo, rotazioni relative all'interno dei nuclei planetari "elettrizzati" generano un flusso di emissioni. L'effetto dinamo sarebbe una caratteristica anche della Terra, alla stregua di tutti i pianeti che hanno al loro interno nuclei fluidi elettricamente carichi. A completare il quadro del fenomeno le osservazioni delle sonde Voyager in relazione ad "Io", una delle lune di Giove. La "luna" Io si rivelò essere il primo corpo conosciuto del Sistema solare a manifestare un'attività vulcanica, simile a quella terrestre. Tale attività viene attribuita alle sollecitazioni gravitazionali cui il satellite è sottoposto. Paragonabile per dimensioni alla Luna, il satellite Io viene continuamente sollecitato e "stirato" da un lato dall'attrazione gravitazionale di Giove, dall'altro da quella dell'omologo satellite Europa, che orbita a distanza ravvicinata con un periodo di circa 84 ore. Si ritiene che la sua attività vulcanica, sia dovuta al surriscaldamento del nucleo del corpo satellitare in seguito alla forze di trazione indotte dall'alternanza delle sollecitazioni gravitazionali. Sulla Terra il fenomeno sarebbe più complesso, comunque più sfumato nelle cause e con cicli di lungo e lunghissimo periodo. Ad influenzarlo dovrebbero essere fenomeni gravitazionali, dipendenti dalla posizione del sistema solare, quindi della Terra, nell'Universo, e dalle caratteristiche della zona spaziale attraversata, quali il cosiddetto "Serbatoio di Oort", in grado di alimentare con più intensità la "fornace solare", di conseguenza l'intensità dell'effetto dinamo sul nucleo fluido terrestre, con conseguenze su tutti i fenomeni fisici terrestri che l'estensione delle ricerche ad altre discipline, quali la climatologia, l'oceanografia, la fisica dell'atmosfera, comincia a rilevare. CANZANO – La teoria dei 'catastrofisti' attribuisce invece queste variazioni non a cause naturali, ma alle emissioni da attività antropica? PRINZI - È corretto. Abbiamo comunque buone ragioni per ritenere che ci troviamo di fronte ad un madornale abbaglio pseudoscientifico collettivo, da riconoscere al più presto come tale per le più gravi conseguenze ed implicazioni che questo potrebbe avere su un mondo ormai globale e globalizzato, non solo nel campo delle scelte energetiche e del controllo delle emissioni per questa causa, in particolare nel settore della generazione elettrica, dove la combustione di fossili è notevole. CANZANO – Allora lei non condivide la motivazione del premio Nobel ad Al Gore? PRINZI – Al Gore e gli scientisti dell'IPCC (acronimo inglese per Cartello Internazionale sui Cambiamenti Climatici) hanno ricevuto il premio, che è poi omologo a quello conferito ad Yasser Arafat, per motivi ideologici. Non dimentichiamo che tra gli insigniti di un "prestigioso" Nobel c'è anche Dario Fo e non mi meraviglierei se in futuro il premio venisse conferito a Beppe Grillo. Ma anche quando ci sono meriti scientifici reali e unanimemente riconosciuti dalla comunità scientifica, si ha l'impressione che alla fine finiscano con l'essere discriminanti altri fattori spuri che influiscono nella scelta di questo o quel candidato, tutti comunque meritevoli del premio. È un caso che due Premi Nobel "veraci" del calibro di Carlo Rubbia e Rita Levi Montalcini siano entrambi impegnati nel sostegno alle cosiddette fonti rinnovabili, contrapposte in Italia al rilancio della fonte nucleare? CANZANO -Ritornando ai 'catastrofisti', possiamo invece far risalire la loro preoccupazione ai finanziamenti che la Comunità Europea stanzia per il clima? PRINZI – La logica è la medesima. Ribalterei semmai il ruolo di causa ed effetto. Se i finanziamenti e, soprattutto, la censura mediatica fungono da filtro selettivo monodirezionale, il risultato può essere solo questo. CHI E' GIORGIO PRINZI Giorgio Prinzi è nato a Palermo, ha superato l'esame di laurea in data 23 luglio 1976 presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Roma. Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana in data 2 giugno 1984, iscritto al numero 150102 Sezione III, firmato Pertini. È ingegnere meccanico, specializzato nel settore energetico e delle fonti di energia, scelta effettuata sin dalla tesi di laurea svolta con il professor Raimondo Vivarelli sul tema "Il Petrolio e le effettive Fonti alternative". È stato, su designazione dell'Ordine dei Giornalisti e nomina della Corte d'Appello, membro esperto presso la Sezione per i provvedimenti speciali del Tribunale di Roma; per più mandati Membro del Collegio dei Probiviri del sindacato regionale del Lazio, nel quale, per due mandati, è stato Vicepresidente. Ha diretto varie testate giornalistiche, tra le quali, attualmente, la rivista scientifica "21° Secolo - Scienza e Tecnologia". È autore di un manuale sulle fonti di energia "Le alternative al Petrolio". Si è occupato specificatamente di salvaguardia e protezione dell'ambiente con il professor Mario Procopio; in particolare ha approfondito le problematiche inerenti i grandi depuratori di reflui urbani e l'impatto dei reflui di alcune industrie agroalimentari, quali cantine sociali. Ha fatto anche per due volte parte, sotto la Presidenza dell'ingegner Serafini, della Commissione antinquinamento dell'Ordine degli Ingegneri di Roma. Si è occupato di tecnologie militari d'avanguardia, quali quelle connesse alla difesa spaziale, con armi laser e con armi a radiofrequenza. Da giugno 2007 è, con mandato triennale, Consigliere Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti.

Autore : Giovanna Canzano, adattamento e riduzione Alessio Grosso

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