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Primi di dicembre: SI CAMBIA! Ipotesi a confronto...

Quasi tutte le elaborazioni sono concordi circa un cambiamento del tempo in prospettiva, per i primi giorni del mese di dicembre. Ecco il responso dei tre principali modelli: americano, europeo e canadese.

In primo piano - 23 Novembre 2011, ore 11.02

Alta pressione fino a quando? Beh, secondo buona parte delle elaborazioni modellistiche, fino ai primi giorni di dicembre.

Pare assodato che l'ultima parte di novembre trascorrerà con un vortice polare molto compatto, che spedirà l'alta pressione proprio su di noi.

Il tempo, probabilmente, cambierà all'inizio del nuovo mese. Non stiamo parlando di un cambiamento radicale, ovvero con aria gelida e neve al piano. Le saccature dal nord Atlantico potrebbero però affondare meglio sul bacino occidentale del Mediterraneo, portando la tanto sospirata neve almeno sui nostri rilievi...ed a quote non troppo elevate.

Per cercare di capire meglio le modalità di questo peggioramento (badate bene, si tratta ancora di tendenze, non di previsioni) ci affidiamo ai tre modelli più quotati in rete, ovvero quello americano, quello europeo e quello canadese.

Tutti e tre, bene o male, vedono il cambiamento, ma con modalità differenti.

Ecco il modello americano! Ben si nota il guasto sul Bacino occidentale del Mediterraneo, pronto a portare piogge in pianura al centro-nord e neve in montagna a quote (a dire il vero) abbastanza elevate

Si tratterebbe, tuttavia, di un passaggio importante: l'alta pressione verrebbe messa da parte e si aprirebbe una frattura, possibile veicolo per altri fronti perturbati in arrivo da nord-ovest.

Meno "bello" si presenta invece il modello europeo.

Anche qui è visibile il "guasto", con una depressione in formazione sul Golfo Ligure. Tuttavia, a detta del modello, le correnti rimarrebbero troppo tese sull'Europa centrale, dando adito all'alta pressione (in basso a sinistra) di restare troppo invadente.

Morale: il rischio che l'alta pressione torni dopo il passaggio risulta elevato.

Ultimo, ma non meno importante ed affidabile, il modello canadese.

La cartina a lato mostra una brusca frenata del vortice polare, con una rimonta dell'alta pressione in pieno Atlantico.

Tutto ciò preparerebbe il terreno per un guasto deciso sull'Italia, guasto che farebbe cadere la neve a quote non troppo elevate, specie sulle Alpi. Sicuramente il modello "migliore" dei tre presi in esame, migliore ovviamente per chi aspetta la neve ed un po' di movimento.


Autore : Paolo Bonino

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