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Primavera periodo privilegiato dell’instabilità

Previsioni a medio e lungo termine all’insegna dell’instabilità, sebbene l’anticiclone delle Azzorre lascia intravedere un comportamento sempre meno titubante. Gli indici sembrano più favorevoli ad una sua intrusione sull’Europa, ma i caldi e umidi lidi Mediterranei non saranno facili da domare.

In primo piano - 13 Aprile 2009, ore 10.54

Non il mite zefiro primaverile, ma un vento teso e gagliardo si scaglia sulla mia finestra stamani. Eppure il clima si è fatto decisamente mite e le gelate mattutine sono solo un ricordo. Che la bella stagione sia già iniziata? Pura illusione, questo è il tempo del cambiamento, il tempo dell’alternanza; persino nella stessa giornata, figurarsi in una settimana. Presto torneranno le piogge e poi di nuovo il sole; non c’è pace nella primavera mediterranea. Guardando oggi ai modelli previsionali, non si intravedono grosse modifiche al cliché degli ultimi giorni. La pressione si manterrà su valori mediamente bassi e, tranne una breve pausa anticiclonica tra martedì e mercoledì, all’orizzonte solo ingranaggi e meccanismi di instabilità, ben oliati dal transito di aria più fredda in quota. Gli indici tele-connettivi parlano chiaro nella loro indecisione, soprattutto l’indice NAO, su valori al momento previsti pressoché neutri. Più convinto appare l’indice AO con la sua tendenza all’aumento, sebbene i modelli interpretano questa risalita in modo piuttosto alterno. Un’accelerazione del vortice polare in questo periodo non è un fatto comune, ma il mega-surriscaldamento stratosferico di fine gennaio è ormai storia e la ruota del polo si può permettere il lusso di ritornare a girare con maggiore convinzione. Più comune sarebbe invece l’elevazione degli anticicloni dalle medie latitudini verso linee più elevate, a pescare aria fredda nel nord e riequilibrare termicamente l’emisfero dopo il lungo inverno. Con queste premesse il quadro si fa piuttosto complesso e nell’oscillazione tra ciò che dovrebbe accadere e quello che potrebbe accadere i risvolti sono tutt’altro che chiari. Si può però ragionevolmente ritenere che, date le temperature mediamente più elevate di questi ultimi giorni e l’inesauribile umidità del Mediterraneo, certe condizioni favorevoli all’instabilità potrebbero permanere per più giorni. Sembra infatti che altre infiltrazioni di aria fredda in quota potrebbero condizionare l’evoluzione del tempo della prossima settimana, anche a causa della scarsa convinzione dell’anticiclone azzorriano a muovere i suoi primi passi sul continente. Non è da escludere poi, così come fanno intravedere alcuni modelli stamani, che ad un’accelerazione del vortice polare possa fare da contraltare un rinvigorimento della fascia anticiclonica a latitudini medio-alte, con conseguente intromissione di locali circolazioni retrograde, comprendenti anche l’area mediterranea. Tutto questo si tramuterebbe in una fase di marcata instabilità, soprattutto al centro-sud, condita da temperature decisamente sotto la media.

Autore : Giuseppe Tito

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